Sono tutti Creduloni quelli che vanno a Medjugorje?

 

 

I pellegrini di Medjugorje sono soggetti suggestinabili? Ecco uno studio che smentisce questa convinzione.

Parecchi dubbi albergano tra i fedeli riguardo a Medjugorje ed alle visioni che i veggenti  affermano di avere da oltre trent’anni. Sul fenomeno si sta ancora investigando sia a livello scientifico che a livello spirituale e nonostante la Chiesa non abbia ancora preso una decisione a riguardo non ci sono spiegazioni che ne invalidino la credibilità.

In molti sostengono che i pellegrini che fanno visita alla Madonna di Medjugorje sono in realtà soggetti suggestionabili, dei creduloni, convinzione che è state recentemente sfatata da uno studio condotto dal sociologo Luca Pesenti per conto dell’Università Cattolica di Milano. Da questo studio emergono dei dati interessanti sia sulla tipologia dei pellegrini che sugli effetti che la visita al piccolo paese serbo ha sui visitatori.

Partiamo dalla tipologia dei pellegrini, intesa come estrazione sociale, livello di scolarizzazione ed età: 4 persone su 10, infatti, svolgono lavori di elevato profilo: imprenditori, dirigenti, liberi professionisti e docenti universitari. A questi si aggiungono poi, in proporzione quasi identica, i rappresentanti tipici del ceto medio: insegnanti, piccoli professionisti, impiegati e artigiani. Inoltre risulta che su oltre 1000 pellegrini oltre il 68,8% di questi sono donne di un età compresa tra i 50 ed 65 anni.

Anche per quanto riguarda i dati sugli effetti della visita causa sui pellegrini ci sono delle conclusioni interessanti che propendono a favore di Medjugorje: gli intervistati che hanno espresso un giudizio positivo sul viaggio sono circa l’85%, la certezza assoluta sulla veridicità del fenomeno cresce da un 41% ad un 59% ed il dato degli scettici è del 5%. Insomma, sembra che “L’effetto Medjugorje” porti dei reali benefici sulla fede, quasi tutti quelli che tornano dal viaggio aumentano la loro frequenza alla pratica religiosa, alla preghiera ed ai sacramenti con oltre il 15% degli intervistati che parla di un cambiamento radicale.

I dati presentati nella richiesta confermano che per quanti dubbi i credenti possano avere sul fenomeno in se (dubbi legittimi), è inutile opporsi in maniera ferma. D’altronde dio è in grado di manifestarsi nelle più disparate maniere (Le vie del Signore sono infinite), e come si può da credenti opporsi ad un fenomeno che contribuisce in maniera così preponderante alla fede?

In effetti ci troviamo di fronte ad un controsenso, anche perché è stato provato scientificamente che la visioni avute dai veggenti sono autentiche, non ci sono prove di frode e diversi studi affermano che siamo di fronte ad un messaggio imposto dall’esterno, sull’argomento è importante la dichiarazione del professore Guido Sanguinetti, docente di criminologia all’Università di Milano, che afferma: “ho valutato le loro personalità, escludendo manifestazioni psicopatologiche, semplicemente sulla base della osservazione ed utilizzando la mia lunga esperienza clinica, sia con soggetti psicotici che nevrotici. Penso inoltre che le “visioni” costituiscano un’esperienza trascendente proprio in quanto si manifestano in giovani che ritengo normali. Mi è parso cioè che, in ognuno di loro, la “visione” non costituisce un fenomeno psichico soggettivo, ovvero, che nasce da pulsioni consce od inconsce dei “veggenti”, ma invece un’esperienza trasmessa da una forza esterna che naturalmente provoca in loro un’intensa reazione sia emotiva che conoscitiva”.

Insomma in attesa che la Chiesa si pronunci non sarebbe bene gioire degli effetti benefici che Medjugorje apporta alla comunità cattolica ed ai credenti piuttosto che ostacolarlo per semplice pregiudizio?