Turismo sessuale: italiani primi carnefici delle bambine vittime della prostituzione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Da uno studio dell’Ecpat è risultato che gli italiani sono i primi ad approfittare del turismo sessuale nei Paesi poveri in cui le principali vittime sono le minori.

(Websource/Archivio)

Spesso ad essere costrette a vendere il proprio corpo ai carnefici sono bambine dai 6 ai 12 anni le cui famiglie barattano il corpo delle figlie in cambio di denaro.

La piaga del turismo sessuale nei Paesi poveri

Si parla spesso del dramma delle spose bambine nei paesi musulmani, in Paesi in cui la legislazione è compiacente con questo abuso perpetrato ai danni di piccoli esseri umani la cui vita ed il cui futuro vengono letteralmente venduti al migliore offerente. A questo deprecabile fenomeno se ne associa un altro altrettanto deprecabile: il turismo sessuale minorile. Ciò che lo rende maggiormente orripilante è il fatto che viene compiuto da quelle stesse popolazioni che condannano il fenomeno delle spose bambine.

Da uno studio di qualche anno fa compiuto dall’Ecpat Italia (i cui risultati sono stati pubblicati nel 2018) risulta che i Paesi europei più ricchi contribuiscono in modo determinante a questo scempio. Lo studio fa riferimento ai dati dei viaggi nelle località turistiche adibite al turismo sessuale ed emerge che il nostro Paese è uno dei primi sei in quanto a numero di cittadini che sfrutta la prostituzione minorile nei paesi del terzo mondo. La statistica stilata dai ricercatori evidenzia infatti che sono circa 80.000 i cittadini italiani che ogni anno si recano in questi luoghi. Lo scopo è proprio quello di concordare un prezzo per sfruttare una delle vittime della prostituzione minorile.

I dati riguardanti gli italiani

Dallo studio condotto dall’Ecpat risulta che di questi 80.000 turisti sessuali, la maggior parte sono uomini. La loro età è compresa tra i 40 ed i 20 anni e quella media non supera i 27 anni. Le mete preferite sono Paesi dell’America Latina come il Brasile, la Colombia o la Repubblica Dominicana, oppure Paesi asiatici come la Thailandia e la Cambogia. Qui le condizioni economiche precarie favoriscono la diffusione della criminalità organizzata e dunque lo sfruttamento della prostituzione. A queste mete si aggiungono anche i Paesi dell’est Europa e quelli africani.

Nemmeno le donne sono estranee al fenomeno. Il numero di turiste sessuali in cerca di minori si aggira intorno alle 8mila italiane. Queste vanno alla ricerca principalmente di ragazzi adolescenti di origine caraibica o africana. Con gli uomini l’età media delle vittime si abbassa sotto i 14 anni. Infine tra questi c’è un 5% di turisti pedofili che vanno alla ricerca di bambini sotto i 12 anni. Uno scempio che si è tramutato in un business redditizio per la malavita organizzata a cui gli italiani, brava gente dal cuore d’oro, contribuiscono.

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Luca Scapatello

Fonte: Il Fatto quotidiano

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