E tu, sacerdote, non temi il giudizio di Dio?

Il Vangelo commentato da chiunque…! Chiunque, nel senso di prendere una persona famosa, che magari la fede l’ha praticata poco o “a modo suo”, o per nulla (e quindi non è un esempio per nessuno!), e darle un microfono e una telecamera e farle commentare il Vangelo alla luce della propria vita e delle proprie convinzioni…

Se il detto: “Purché se ne parli” è vero, allora non dovremmo parlarne… Ma la cosa ci sembra, diciamo… esagerata, come se tutto valesse, come se tutto fosse relativo e quindi buono. Sono stati eliminati i programmi dove i frati o i sacerdoti spiegavano il Catechismo o ci illustravano la Parola del giorno. Troppo noioso qualcuno avrebbe sostenuto. Nessuno ha mai pensato di fare per loro un minimo di coreoafia senza cadere nello svaccamento spettacolare e lasciarli continuare a lanciare il loro piccolo seme dappertutto?

No. Invece, sacerdoti che fanno i modernisti secolari perché non sanno più fare i preti, che non sanno più svolgere il loro “mestiere”, come se la nuova evangelizzazione implicasse reinventarsi il ministero sacro del sacerdozio, imperano nei media, più o meno social… e sviluppano una bella dose di idolatria tra il pubblico… verso se stessi, naturalmente, non verso Gesù.

Ormai sembra diventare una moda. Fai il prete alternativo in TV e sui social, inviti, in parrocchia sull’altare o sul set di un programma televisivo, un ateo ben famoso, gli fai commentare il Catechismo, il Vangelo, magari con qualche storiella commovente o sorprendente, fai risuonare gli applausi, rendi virale il tutto, con un po’ di click in più per il tuo spazio nel web e sei soddisfatto…

Che importa se la gente si confonde? Cosa fa se si perdono? Interessa che così si fomenta la confusione riguardo ai fondamenti della fede? Assolutamente no.

Siamo stufi delle Bonino che raccontano falsità, come se fossero verità evangeliche, dagli amboni degli altari e anche dei Vasco Rossi abbracciati da preti pidiessini. Siamo stufi che non si parli mai di Gesù, dei suoi insegnamenti e delle sue parole forti, correttive e incoraggianti, impedendo così allo Spirito Santo di agire. Siamo stufi di preti che vogliono giocare a fare i laici! Ma i laici aperti, per i quali tutto è lecito, e meglio se imbevuto di una dose abbondante di buonismo! Siamo anche stufi di preti che ti riprendono ad ogni respiro ripetendo orgogliosi: “Chi siamo per giudicare? Solo Dio giudicherà.”. Già, e tu, ministro di Dio, che scansi le critiche supplichevoli dei tuoi fedeli, non temi appunto il giudizio di Dio?