In Tre abbiamo avuto esperienze pre morte

C’è molto scetticismo riguardo alle “Esperienze pre morte”, eppure i casi di viaggi temporanei nell’aldilà sono frequenti ed in molti casi inspiegabili. In un libro intitolato ‘Quando la mia anima uscì dal corpo’, il professor Theiller, medico che ha lavorato per dieci anni nell’ufficio delle Constatazioni Mediche di Lourdes per appurare i casi di guarigioni miracolose, racconta tre esperienze pre morte che potrebbero far ricredere anche i più scettici.

La prima esperienza menzionata riguarda il figlio del sacerdote metodista Todd Burpo, Colton, il quale ha riferito ai genitori di aver fatto un viaggio in paradiso durante l’operazione per la peritonite subita qualche mese prima. Un giorno la famiglia passa per caso nei pressi dell’ospedale dove Colton aveva subito l’operazione, i genitori chiedono al piccolo per scherzo se volesse tornarci, poi gli chiedono se si ricordasse di quell’esperienza e lui con voce serafica risponde: “Sì, mamma, me ne ricordo. È là che gli angeli hanno cantato per me!”, quindi aggiunge: “Gesù ha detto loro di cantare perché io avevo molta paura. E dopo andava meglio”.

I genitori stupiti gli fanno domande per capire se il bambino non si stesse inventando tutto, ma quando lui gli riferisce la discussione che loro stavano facendo nella sala d’attesa rimangono basiti e non possono che credere che quell’esperienza fosse autentica.

La seconda esperienza è quella di un neurochirurgo americano, il dottor Eben Alexander, da sempre convinto che le esperienze pre morte fossero deliri dovuti alla malattia. Ma nel 2008 dovette ricredersi: i medici gli diagnosticarono una rara forma di meningite che avrebbe potuto lasciarlo in uno stato vegetativo per tutta la vita. Ricoverato in ospedale è entrato in coma ed in quel momento ha visto Dio:

“Ma mentre i neuroni della mia corteccia venivano ridotti all’inattività completa, la mia coscienza, liberata dal cervello, percorse una dimensione più vasta dell’universo, una dimensione che non mi ero mai nemmeno sognato e che sarei stato felice di poter spiegare scientificamente prima di sprofondare nel coma. Ho fatto un viaggio in un ambiente riempito di grandi nuvole rosa e bianche… Molto sopra queste nuvole, nel cielo, volteggiavano in cerchio degli essere cangianti che si lasciavano dietro delle lunghe scie. De- gli uccelli? Degli angeli? Nessuno di questi termini descrive bene questi esseri che erano diversi da tutto ciò che avevo potuto vedere sulla terra. Erano più avanzati di noi. Erano degli esseri superiori”.

La terza esperienza riguarda Don Jean Derobert ed è stata scritta in una lettera indirizzata a Padre Pio. Il sacerdote fu catturato da un commando del Front de Liberation Nationale Algerienne insieme ad altre persone e venne fucilato. Subito ha sperimento l’uscita dell’anima dal corpo: “Vidi il mio corpo al mio fianco, sdraiato e sanguinante, in mezzo ai miei compagni uccisi anch’essi. Cominciai una curiosa ascensione verso l’alto dentro una specie di tunnel. Dalla nuvola che mi circondava distinguevo dei visi conosciuti e sconosciuti. All’inizio questi visi erano tetri: si trattava di gente poco raccomandabile, peccatori, poco virtuosi. Man mano che salivo i visi incontrati diventavano più luminosi”.

Mentre ascendeva il sacerdote pensò ai suoi genitori e li vide nella sua casa d’infanzia mentre dormivano, ogni tentativo di contatto fu inutile. L’istante dopo pensò a Papa Pio XII e si trovo all’interno del Vaticano, ma anche in questo caso non riuscì ad interagire con lui. Infine ha visto un paesaggio meraviglioso: “Ho incontrato qualcuno che avevo conosciuto in vita (…) Ho lasciato questo “Paradiso” pieno di fiori straordinari e sconosciuti sulla terra, e sono asceso ancora più in alto… Là ho perso la mia natura di uomo e sono diventato una “scintilla di luce”. Ho visto molte altre “scintille di luce” e sapevo che erano san Pietro, san Paolo, o san Giovanni, o un altro apostolo, o il tale santo”.

L’ultimo ricordo del Sacerdote è di aver visto Gesù e la Madonna: “Poi ho visto santa Maria, bella all’inverosimile nel suo mantello di luce. Mi ha accolto con un indicibile sorriso. Dietro di lei c’era Gesù meravigliosamente bello, e ancora più indietro c’era una zona di luce che sapevo essere il Padre, e nella quale mi sono tuffato”.