Oggi, 9 Maggio, ricordiamo la traslazione delle reliquie di San Nicola (260ca-335ca, Turchia) da Mira (Turchia) a Bari, mentre la commemorazione del Santo è il 6 Dicembre.
Sono trascorsi 931 anni da quando (a 7 secoli dalla sua morte) un gruppo di 62 marinai baresi, sbarcati in Turchia, si recarono al sepolcro del Vescovo e si appropriarono dei suoi resti.
Fu così che, nel 1087, San Nicola di Mira divenne, e lo è tutt’ora, San Nicola di Bari.
Oggi, San Nicola è venerato in tutto il mondo. Molti sono gli scritti che, col passare degli anni e dei secoli, hanno fatto conoscere la fama della sua santità, al popolo bizantino, come a quello slavo, all’Italia meridionale, come a Roma, fino al Nord America e oltre.
Le sue azioni sono messaggi universali, testimoniati e documentati anche in molte opere d’arte.
E’ dai generosi gesti del donare e del donarsi di San Nicola che nasce il leggendario Santa Claus dei Paesi anglosassoni, il Nikolaus della Germania, che a Natale porta i regali ai bambini, ossia il nostro Babbo Natale.
Persino dalla Russia, gli ortodossi (per cui le festività dedicate al Santo slittano di 13 giorni, secondo il calendario giuliano) accorrono numerosi a Bari, per le celebrazioni di questi giorni, ritenendo San Nicola un potente intercessore presso Dio.
Se il 7 e l’8 Maggio si da il via al corteo storico che, dopo aver attraversato le vie della Bari vecchia, porta l’effige di San Nicola al mare, per benedire le acqua da cui era giunto in Puglia, il 9 Maggio è proprio il giorno del ricordo della traslazione.
Nella Basilica, si prega intensamente, perché si rinnovi il miracolo della manna, che trasuda dalle ossa di San Nicola, così che l’ampolla riempita del Santo myron (termine greco) venga mostrata ai fedeli.
La manna è l’acqua che “sgorga” dalla tomba del Santo e che era presente già nella Basilica di Mira.
Glorioso San Nicola, mio speciale protettore, da quella sede di luce in cui godete la divina presenza, rivolgete pietoso verso di me i vostri occhi ed impetratemi dal Signore le grazie e gli aiuti opportuni alle presenti mie necessità spirituali e temporali e precisamente la grazia … qualora giovi alla mia eterna salute.
Sovvengavi ancora, o glorioso Santo Vescovo, del Sommo Pontefice, della Santa Chiesa e di questa devota Città.
Antonella Sanicanti
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