Una testimonianza di speranza: vivere nell’oggi è la salvezza!

Anche in mezzo al fango della circostanze avverse della vita nascono dei fiori di speranza, sta a noi notarli!

Bambina fiore
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Tra le tante testimonianze che si trovano sul web, magari su Facebook o sui social, ce ne sono alcune che ci fanno spuntare un sorriso dal nulla, come un fiore… È quello che succede leggendo ciò che racconta questa signora, che ci fa riscoprire la bellezza dell’oggi nonostante tutto, e perché lamentarsi per le incertezze domani è distruttivo. Invece, per arrivare in fondo al tunnel, bisogna fare un passo alla volta.

Ci saranno sempre le piccole cose che non smetteranno di avere valore, a prescindere da quanto gliene daremo noi. Quelle piccole cose che saranno messe lì per noi, e che ci daranno sempre la forza per andare avanti.

La speranza fiorisce all’improvviso

«Li ho visti da lontano. Spiccavano tra la terra fangosa. Tre fiorellini luminosi nati nel punto del prato che, lo scorso settembre, avevo “capovolto” per metterci l’altalena per le nipotine.
In quell’angoletto l’erba, ovviamente, non c’è. Vi è solo terriccio.

Eppure, in quell’angoletto, sono spuntati tre fiorellini. Bellissimi!
Li ho fotografati perché mi sono sembrati tre eroi, testardamente attaccati alla voglia di colorare la terra.

Me li immagino dire: “Cascasse il mondo, noi a primavera rinasciamo!” Intorno a loro non ci sono altri fiori. Ma non si sono lasciati andare al pessimismo che dice: “Da soli che possiamo fare? Mica possiamo cambiare il mondo!” Perché lì, in quell’angoletto incolto, quei tre hanno davvero cambiato l’intero paesaggio. Anzi…forse se fosse stato pieno di fiori come l’ultima primavera, neanche ci avrei fatto più di tanto caso. Quando siamo nel fango della vita, capita sempre di trovare dei fiori da qualche parte.

Ed è proprio nella melma che li vediamo meglio.
Possono essere incontri, canzoni, bravi medici, un bel libro, pensieri belli, carezze, amici fidati, film che ci ispirano, una passeggiata rilassante, un consiglio fondamentale, la scoperta di un nuovo hobby, un messaggio inaspettato…

La gratitudine e quelle cose che contano

Ci sono fiori che spuntano dal fango! Ed è proprio il fango a farceli notare ancora di più. Stamattina, per la prima volta, dopo un anno e mezzo, mi sono svegliata senza più scadenze chirurgiche importanti. Ieri l’ultima medicazione ospedaliera e tanta gratitudine. Un anno e mezzo che ho affrontato con immensa serenità grazie a dei personal trainer che ho avuto sempre accanto. Tutti fiori spuntati nel fango della mia vita.

Telefonate inaspettate, incoraggiamenti importanti, condivisioni vitali, sorrisi meravigliosi, messaggi strapieni di amore… Probabilmente, se non ci fosse stato fango, neanche li avrei memorizzati tutti così bene. Ma col fango intorno, ogni gesto brillava in mezzo al pantano.

In quest’anno e mezzo ho conosciuto tante persone, ho conosciuto meglio perfino me stessa ed ho capito solo una cosina.

Piccola. Quasi ovvia. Ed è che per arrivare in fondo al tunnel, è utile fare un passo alla volta. Piano, piano. Giorno per giorno.

Lamentarsi del possibile domani è una specie di autodistruzione. Stare vicini ed uniti nell’oggi, è la salvezza.

Un po’ come quando si va in una metropolitana piena e ti reggi in piedi anche se non ti tieni da qualche parte, grazie alle persone che ti stanno intorno (un paragone strano in tempo di Covid e di lotta agli assembramenti).

Farò tesoro di quello che ho imparato in questo periodo sapendo che la vita è così: un giorno ci sono fiori per noi, un giorno diventiamo noi, fiori per gli altri

“Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte.” (Il Signore degli Anelli)».

Elisa Pallotta

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