Il testimonial della Gerber 2018 è un bellissimo bambino Down

Il testimonial della Gerber per il 2018
Lucas Warren

Sono ben cinque anni che, in Islanda, si stanno perpetuando una serie di aborti, autorizzati e incitati, che impediscono, ai feti affetti da Trisomia 21, di venire al mondo.
In Inghilterra, come in molti altri Paesi del Nord Europa, si raggiunge una percentuale altissima, quasi del 90%, di bambini Down abortiti.
La diagnosi prenatale, sempre più all’avanguardia, se da un lato aiuta le neo mamme a conoscere la salute del feto e il progredire della gravidanza, dall’altro segnala le malformazioni eventuali del bambino, dando modo di procedere alla decisione di non farlo nascere.

A nulla sembrano servire, dunque, le ricerche, le statistiche, come le testimonianze delle stesse persone Down, nonché dei loro familiari, che attestano come questo handicap sia socialmente superabile; che, chi ne è affetto, può integrarsi nella comunità e ritagliarsi una gran fetta di dignità.
A sottolineare l’errore dell’aborto, in casi come questo (per noi è un errore in ogni caso), arriva una grande azienda mondiale: la Gerber, che produce e diffonde prodotti per i bambini, appunto.

Dall’anno della sua fondazione, il 1928, l’azienda cambia, ogni anno, l’immagine del bambino che pubblicizzerà i prodotti.
Per scegliere il soggetto più adatto, la Gerber organizza un concorso. Per parteciparvi, è sufficiente inviare una foto del piccolo modello.
Il concorso ha sempre richiamato l’attenzione dei consumatori, tanto che, nel 2017, sono arrivate ben 140.000 foto da selezionare.

La Gerber, tra tutti, ha scelto Lucas Warren, un bambino di 18 mesi della Georgia (USA), affetto dalla sindrome di Down.
“Ogni anno scegliamo un bambino che possa rappresentare la lunga eredità Gerber, per mostrare come ogni bambino sia un bambino Gerber. Oggi la scelta perfetta è stata Lucas”, dice il Presidente dell’azienda, Billy Partika.
Lucas, ora, percepirà un guadagno di 41.000 euro, per essere il testimonial dell’azienda, per l’anno 2018; la motivazione della scelta dice che il suo era “il sorriso più bello di tutti”.

Quel sorriso esprime tutto il diritto alla vita!
“Si tratta di un altro importante messaggio di inclusione, che riconosce ai bambini con sindrome di Down il loro essere, prima di tutto, bambini”, afferma l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).
Speriamo che il sorriso di Lucas possa riscaldare i freddi cuori di chi avrebbe voluto spegnere la sua vita.

Antonella Sanicanti