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I Testimoni di Geova e la fine del mondo annunciata che non arriva mai

Data la diffusione mondiale dei ‘Testimoni di Geova‘ ci si domanda in cosa consista la forza di questa religione basata su una reinterpretazione della Bibbia. Il principio base di questa religione è che l’Armageddon (la fine del mondo a cui segue il regno divino) non è un evento catastrofico che porterà alla fine dei tempi, ma un segno tangibile nella quotidianità che improvvisamente diverrà priva di corruzione e malvagità ed in cui rimarranno solo i retti.

Solo chi accetta la verità di Geova, ovvero Dio, può vivere una vita retta, ma questo insegnamento non è quello professato dalla chiesa cattolica ne dalle altre religioni ritenute false, bensì quello che si trova nella sacra Bibbia e che viene reinterpretato costantemente dal collegio di saggi. Nella loro visione quindi, non esiste un inferno ne un mondo dell’aldilà, una visione quest’ultima mutuata secondo la loro reinterpretazione dalle religioni pagane, ma quando Dio deciderà di porre il suo regno sulla terra scompariranno i malvagi e i retti otterranno la vita eterna.

Insomma si tratta di ipotesi affascinanti ma come tali non hanno alcun valore assoluto come i “geovani” affermano. La dimostrazione della fallacia delle loro deduzioni è dimostrata  da una serie di interpretazioni errate riguardanti l’avvento di tale regno divino sulla terra, annunciato diverse volte (1914, 1940 esattamente gli anni in cui c’erano le due guerre mondiali, sarà un segno?), o del ritorno sulla terra di Gesù profetizzato la prima volta per il 1925 e poi un’altra volta per il 1941.

In conclusione viene da pensare che se una religione si fonda nello screditare le interpretazioni bibliche delle altre proponendo un’altra versione che nel corso degli anni si rivela costantemente fallacie, non sia poi così valida. A tal proposito calzano a pennello le parole di Gesù ai discepoli quando questi gli chiedono quando giungerà il tempo del regno divino: “Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno […]. Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre”.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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