Con le vaccinazioni di massa promosse a tamburo battente dal governo israeliano, potrebbero arrivare buone notizie sul fronte della Terra Santa.
Le celebrazioni per la Pasqua si annunciano meno ‘dimesse’ rispetto allo scorso anno, mentre l’introduzione del Green Pass (passaporto vaccinale), dovrebbe favorire la graduale ripresa delle attività turistiche.
Nessun paese nel mondo ha una percentuale tanto alta di vaccinati: in Israele su 9 milioni di abitanti, più di 5 milioni hanno ricevuto la prima dose, di cui circa 4,3 milioni hanno avuto anche la seconda. Le vaccinazioni proseguono anche tra i palestinesi che lavorano stabilmente in Israele: tra costoro, almeno 100mila hanno ricevuto la prima dose.
Secondo quanto riferito al SIR da padre Francesco Patton, Custode della Terra Santa, “la prossima Pasqua non sarà la stessa umiliata e dimessa del 2020”. Intanto, i riti quaresimali stanno procedendo “senza particolari restrizioni”, al di fuori dei tre ormai classici parametri: mascherina, igienizzazione delle mani, distanziamento.
Il Custode si mostra ottimista: “Se consideriamo l’andamento molto positivo del piano di vaccinazione nazionale – ha affermato – è lecito pensare che per fine mese le restrizioni potrebbero essere ulteriormente allentate”. Si punta, dunque, a “celebrare la Settimana Santa nel modo più degno possibile”, sia pure in assenza delle grandi folle di pellegrini degli anni passati.
La Domenica delle Palme è prevista la processione da Betfage a Gerusalemme, con una sosta al Dominus Flevit. Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, monsignor Pierbattista Pizzaballa, benedirà la Città Santa, al momento dell’ingresso alla Porta dei Leoni.
“Poter celebrare in forma sostanzialmente normale è per noi motivo di grande gioia e di consolazione”, ha aggiunto padre Patton, ricordando lo spiegamento di poliziotti e soldati durante la Pasqua dello scorso anno. “Quest’anno – ha aggiunto – entreremo nel Sepolcro e nei Luoghi santi, con ogni precauzione, e manderemo a tutti un messaggio di rinascita”.
Quanto alla possibilità di una ripresa dei pellegrinaggi veri e propri, il Custode dichiara: “Ci sono tanti Paesi nel mondo che stanno andando avanti con i rispettivi piani vaccinali e questo ci fa ben sperare in un lento ma graduale ritorno dei pellegrini”. L’auspicio di Patton è che si possa giungere a degli “accordi bilaterali tra Israele e i vari Paesi per garantire viaggi sicuri ai gruppi di pellegrini e di turisti in arrivo, con itinerari ben definiti e in sicurezza per ridurre al minimo eventuali rischi”.
Per un ritorno a una “certa normalità”, bisognerà probabilmente attendere “due o tre anni”, tuttavia, “credo che dopo la fine dell’estate cominceremo a vedere qualche primo passo”, afferma il Custode. I primi che torneranno a riempire i luoghi santi saranno verosimilmente gli americani, in considerazione delle vaccinazioni di massa “effettuate in patria”.
Quando poi “le vaccinazioni saranno intensive nei Paesi europei allora cominceremo a rivedere anche i pellegrini del Vecchio Continente”, aggiunge Patton, per poi concludere: “Bisogna avere pazienza ed essere prudenti ma è importante ripartire”. [L.M.]
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