La Svezia si sta preparando alla guerra civile? Le comunità islamiche all’interno del paese nordico sono una minaccia così grande da indurre il governo a prendere provvedimenti e addestrare la popolazione ad una prossima guerra civile? Se si leggono le testate internazionali e nazionali in questi giorni sembrerebbe che la Svezia si stia preparando ad un imminente crisi interna, ma la realtà è sostanzialmente diversa. L’equivoco si è creato quando la ministra e capo del progetto per le emergenze civili Christina Andersenn ha annunciato l’arrivo di un nuovo opuscolo di auto difesa in caso di emergenza ai cittadini.
Nell’intervista alla Andersen condotta dalla testata svedese ‘Aftonbladet‘, si parla della possibilità di attacchi al paese e dell’evoluzione delle minacce estere portate dall’innovazione tecnologica (in riferimento ai cyber attacchi), ma il discorso è puramente teorico e non riguarda una reale minaccia rappresentata dalla Russia come si legge in alcune realtà editoriali. L’opuscolo è un semplice aggiornamento del manuale di difesa che viene distribuito alla popolazione da oltre quarantanni, un aggiornamento reso necessario dall’arrivo di nuove tipologie di guerra legate allo sviluppo teconologico. Nell’intervista su citata, infatti, la Andersen ha dichiarato: “Allora l’attenzione era solo sulla guerra, oggi la società è totalmente diversa. C’è una minaccia molto più complessa di cambiamenti climatici, attacchi terroristici, pandemie e impatto sull’informazione”.
Allo stesso modo esiste un’emergenza interna ma non ha una diffusione tale da parlare di possibile guerra civile: il ministro Stefan Lofven ha sì parlato di un problema relativo alle gang di strada, ma ha negato che il primo passo sarà quello di schierare l’esercito nelle strade: “Far intervenire l’esercito non sarà il primo passo, ma sono pronto a fare tutto il necessario per porre termine alla criminalità organizzata” e sopratutto non ha mai parlato di estremisti islamici come erroneamente riportato da molte testate: “Ma è anche ovvio che ci sono problemi sociali. Lo scorso anno si sono verificati 300 sparatorie, 40 persone sono rimaste uccise. Il nuovo anno è iniziato con nuovi assalti. Ci sono criminali con totale mancanza di rispetto per la vita umana, è una dinamica terribile, sono determinato a imprimere una svolta alla situazione Ma è anche ovvio che ci sono problemi sociali”.
Luca Scapatello
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