Svastica: da motivo ornamentale a emblema di Hitler

Svastica: da motivo ornamentale a emblema di Hitler
Svastica

La svastica, disegnata come una croce greca (ossia con i 4 bracci della stessa lunghezza), le cui punte sono piegate ad angoli retti (in senso orario o antiorario, a seconda dei casi), che richiama alla mente di tutti il periodo nel nazismo hitleriano, è, in realtà, un segno molto antico ed aveva, in origine, un significato benaugurale.

Se ne trovano tracce dal periodo Neolitico (ultimo scorcio dell’Età della Pietra; siamo ancora nella Preistoria) in poi, per questo, attraversando varie ere, la possiamo scorgere su terracotta e monumenti di decine di Paesi.
In sanscrito, nella lingua indoeuropea, risalente al X secolo A.C., il termine “svastica” vuol dire “bardo che dà il benvenuto”, “incrociare le mani o le braccia sul petto”, “oggetto propizio” e non solo: “svastica” è tradotto, letteralmente, come “è il bene”.

La svastica come motivo ornamentale

Le ceramica nel Khuzestan (Iran) e la scrittura della cultura di Vinča (Penisola Balcanica), dell’Età Neolitica, sembrano mostrare le tracce più antiche della svastica.
Seguono, i ritrovamenti risalenti all’Età del Bronzo della zona di Sintashta (Russia) e dell’Età del Ferro del Caucaso.
Nel Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale, a Padula (Salerno), ci sono reperti dell’anno 1000 A.C., come anche nel sito archeologico di Ercolano (Napoli) e Pompei.

Le svastiche compaiono, come motivo ornamentale, anche sotto il pulpito della Basilica di Sant’Ambrogio (Milano), nella Basilica di San Vitale (Ravenna), sulla pavimentazione di Ostia antica, nel Duomo di Reggio Calabria, sullo scudo dei guerrieri sanniti, nella Valle dei Templi di Agrigento e di Paestum (Salerno).
Ma anche a Roma o in Sardegna e altrove la svastica esprime il suo significato mistico e ancestrale.

Persino i Navajo, gli indiani dell’Arizona (Usa), ne usarono una versione, ma solo fino alla seconda guerra mondiale. Poi, non vollero rischiare di essere accusati di parteggiare per Hitler. Accade la stessa cosa presso altri popoli, nell’Estonia, in Finlandia, in Prussia.
Il Buddismo cinese pone la svastica sulle statue dei Buddha (sul petto, sul cuore), per indicare che, in esso, è racchiusa la coscienza di “tutte le cose”.
E la svastica è anche un simbolo del buddismo Zen e degli indù, nonché dello sciamanesimo.

Anticamente, dunque, e molto prima che Hitler ne facesse largo uso e la trasformasse in un simbolo del terrore, la svastica rappresentava il buon augurio dato dal cielo, in quanto simula il moto degli astri e, in particolare -si pensa, quello delle costellazioni del Piccolo e del Grande Carro, intorno al polo nord celeste: lo Zenit.
L’ induismo la associa al Sole ed è così che comincia ad essere sfruttata come simbolo esoterico.

Più precisamente, l’esoterista René Guénon la chiama il “principio originante” della realtà, per cui tutto è generato, vive e torna all’origine.
La svastica compare nell’emblema dei teosofi (notoriamente occultisti) e il Terzo Reich ne fece largo uso.

La Svastica di Hitler

Già Adolf Lanz, che era anche un Monaco, viaggiando per l’India, aveva trovato questo simbolo su un anello e lo utilizzò come emblema dell’ Ordo Novi Templi, un’equivoca (diremo oggi) organizzazione parareligiosa, precisamente ario-cristina, che fondeva antisemitismo ed esoterismo e non mancava di auspicare lo sterminio degli ebrei. In poche parole, l’Ordo Novi Templi era una bomba ad orologeria, che ispirò anche Hitler, che pose la svastica all’interno di un cerchio bianco, su uno sfondo rosso, come simbolo del partito nazista. Era il 1920.

Hitler era un seguace dell’occultismo, tanto da andare alla ricerca di reliquie sacre da utilizzare per i suoi scopi e delle tracce della così detta razza ariana, una stirpe eletta (concetto che trasse anche dalla Teosofia e da altre filosofie, ispirate all’esoterismo).
Così, propagò la sua cultura dello sterminio, convinto che la sua svastica avrebbe troneggiato sul suo cuore e lo avrebbe reso il dominatore del mondo.
La razza ariana, che sarebbe stata ri-accolta dal Terzo Reich, discendeva, secondo alcuni,
da semidei, un tempo abitanti della leggendaria Atlantide. Gli ariani avrebbero salvato il mondo, anzi lo avrebbero ripulito, letteralmente, dal miscuglio delle razze inferiori.

Diceva Hitler: “La forza senza un fondamento spirituale è destinata a fallire”, infatti la sua non era una questione politica, ma una religione, vera e propria, quella che avrebbe dovuto scovare gli uomini con poteri divini e farne un unico popolo; quella che rivoluzionava le forse dell’universo, facendo girare -come le eliche della svastica- il mondo intorno al suo perno nazista.

Ciò che accadde dopo e quante vittime determinò è dominio di tutti.
In conclusione, pare che la svastica sia sta richiamata impropriamente nel mondo dell’occulto, ma, in realtà, era solo un antico simbolo per rappresentare gli astri e propiziare gli altri.

Il 20 febbraio del 2008, a Gerusalemme, lo hanno ribadito anche il Gran Rabbinato d’Israele (il Supremo Organo religioso ebraico, in Israele) e l’Hindu Dharma Acharya Sabha (il Supremo organo religioso induista, in India), che hanno dichiarato, di comune accordo, che la svastica “è un antico e importante simbolo religioso dell’Induismo, che nulla ha a che fare con il nazismo e che l’utilizzo passato di tale simbolo, da parte di questo regime, è stato assolutamente improprio”.
Certo, non si può dire che sia un simbolo cristiano, ma sicuramente non era nato per rappresentare il male.

Antonella Sanicanti