Suore dopo due alluvioni e un terremoto, non si arrendono e lanciano una sfida

Prima alluvionate (per due volte) e poi terremotate, le religiose vanno avanti coraggiosamente e scommettono in una sfida per nulla facile, ma possibile con l’aiuto di Dio. 

Circa un secolo fa Chesterton scriveva, con la sua ironia pungente, che «il giornalismo consiste principalmente nel dire «Morto Lord Jones» a gente che non ha mai saputo che Lord Jones fosse vivo». E obiettivamente non si può dar torto al grande scrittore britannico. Ancora oggi il giornalismo ci propina quotidianamente un fiume di notizie inessenziali, per non dire insulse come nel caso del gossip (che alimenta la curiosità malsana del pettegolezzo).

Suore alluvionate e terremotate non si arrendono
Due alluvioni e un terremoto non hanno piegato il coraggio, la fede e la determinazione di queste suore – lalucedimaria.it

Insomma, spesso e volentieri i media fanno quella che in gergo viene detta infotainment: l’informazione spettacolo che con la scusa di dare al pubblico “quello che vuole” non fa altro che rimpinzarlo con pezzi di “colore”. Magari per illustrare le usanze curiose in voga durante le feste di Natale, senza spiegare però cosa significhi il Natale e soprattutto chi sia il Festeggiato numero uno.

Dilungarsi sui dettagli della morte di Lord Jones – o, peggio ancora, sulla vita amorosa della it-girl del momento – attira l’attenzione del lettore e fa vendere. Peccato che così facendo si provveda anche a sviarlo dalla vita vera. Già, perché nel fiume delle innumerevoli notizie inutili che scorre ogni giorno si perde la traccia dei fatti veri, quelli che coinvolgono – e spesso sconvolgono – la vita reale delle persone.

Tartassate da due alluvioni e un terremoto, le suore non si arrendono 

È passato piuttosto in sordina, ad esempio, l’anniversario della devastante alluvione che a maggio 2023 flagellò l’Emilia-Romagna. Ricordate? Le immagini delle città invase dall’acqua, delle dighe crollate, di Giorgia Meloni che rientra in fretta e furia dal G7 giapponese per visitare i luoghi pieni di fango e melma? Era solo un anno fa e in tanti devono ancora fare i conti, col coraggio e la determinazione tipica degli abitanti di quella regione, con le conseguenze dell’alluvione.

Chi sono le suore coraggiose colpite da alluvioni e terremoto
Il Santuario di Montepaolo (Forlì), colpito da due alluvioni e un terremoto nel 2023 (Foto Facebook @Eremo Di Montepaolo) – lalucedimaria.it

Tra queste persone vogliamo ricordare delle religiose: le otto clarisse urbaniste dell’eremo di Montepaolo, a pochi chilometri da Dovadola (Forlì). Situato a 425 metri di altezza sull’appennino forlivese, l’eremo è il più importante santuario Antoniano in Emilia-Romagna (fu la prima residenza italiana di Sant’Antonio da Padova). Il 2 maggio 2023, racconta suor Mariangela Bagnolini al Resto del Carlino, le suore devono fare i conti con una prima alluvione alla quale seguono il giorno dopo ben 27 frane che isolano l’eremo dal resto del mondo. Ma non è finita: due settimane dopo arriva la violenza selvaggia e ripetuta dell’alluvione del 16-17 maggio. Le clarisse vengono evacuate.

Malgrado le difficoltà facilmente immaginabili, con coraggio le suore riescono a ritornare nell’eremo. Le prove più dure sembravano essere finite. «E invece arriva il terremoto», dice sospirando suor Mariangela. Ma le religiose, prima alluvionate e poi terremotate, non si arrendono. Il coraggio, non finiremo mai di ripeterlo, è una delle prime virtù cristiane. Una virtù che nasce dall’essersi abbandonati alla Provvidenza del Signore. Lo testimoniano le parole di suor Mariangela: «Quando dopo due alluvioni arriva anche un terremoto, nascono energie. Pensi di essere forse nel posto sbagliato, ma c’è una motivazione più grande. E la nostra era semplice, riaprire il santuario».

Una sfida: riaprire il santuario, con l’aiuto di tutti

Per la riapertura serviranno fondi. E siccome le opere di misericordia corporale rientrano a pieno titolo nella carità cristiana, oltre a lodare il coraggio delle religiose vogliamo invitare a dare loro una mano concreta. Come? Partecipando con un contributo alla raccolta fondi. Le clarisse hanno predisposto a questo scopo un conto presso il Credito Cooperativo Ravennate Imolese. L’IBAN è IT28L0854223700000000015571, Monastero delle Clarisse di S. Chiara per raccolta-fondi, restauro Santuario di S. Antonio a Montepaolo.

Eremo e Santuario di Montepaolo la sfida della riapertura
L’Eremo che sorge accanto al Santuario di Montepaolo (Foto Facebook @Eremo Di Montepaolo) – lalucedimaria.it

L’eremo sorge nei pressi di un antico monastero che per quasi un anno diede ospitalità Sant’Antonio da Padova, dal maggio 1221 al marzo 1222. Il santuario conserva un’insigne reliquia del Santo e la Grotta dove Sant’Antonio era solito ritirarsi in preghiera.  Nel 1629 ci fu una guarigione miracolosa attribuita proprio a Sant’Antonio. L’eremo fu edificato successivamente e interamente ricostruito nel 1908 dopo un improvviso crollo. Adesso è tempo di nuovi lavori dopo il terremoto dell’anno scorso. La sfida è lanciata, voi ci state?

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