Stuprato da un prete pedofilo quand’era bambino, gli concede il perdono

Stuprato da un prete pedofilo quand'era bambino, gli concede il perdono
(Daniel Pittet/Getty Images)

Lo stupro è uno degli atti più ignobili che l’essere umano possa commettere e diventa ancora più nefando se viene commesso ai danni di un bambino. Nel caso di Daniel Pittet, scrittore svizzero, il peccato è reso ancora più grave dal fatto che a commetterlo è stato un sacerdote. Il racconto di questi eventi, però, non è una semplice denuncia della pedofilia di quel sacerdote ed in generale della pedofilia all’interno della Chiesa, bensì è un racconto di un uomo che ha deciso di voltare pagina e perdonare il sacerdote che lo ha violentato in 200 occasioni nell’arco di 4 anni.

Per tal motivo il libro di Pittet ‘La perdono, Padre‘ ha una valenza eccezionale, dimostrando che anche dopo un simile trauma si può condurre una vita regolare e non abbandonare la fede per colpa di un uomo che vive nel peccato. Per scrivere un libro così personale su un trauma vissuto da bambino ci vuole una grande forza interiore e lo scrittore ammette di aver trovato molta difficoltà a parlare di quanto accaduto per anni, finché, spiega ad ‘Aleteia‘, non ha incontrato un bambino che era vittima dello stesso sacerdote: “Se io ho iniziato a parlarne è solo perché ho incontrato un bambino di 8 anni che ammetteva di essere stato violentato. Quando gli ho chiesto chi fosse stato ha risposto: padre Joel Allaz. Era lo stesso sacerdote che aveva abusato anche di me! Ho capito che non ero stata la sua unica vittima”.

La spinta a denunciare, dunque, è venuta dal desiderio di evitare ad altri le proprie sofferenze, ma prima di scriverci sopra aveva bisogno di qualcuno che lo sostenesse e che desse visibilità a quello scritto. Decisivo in questo senso è stato l’incontro con papa Francesco il quale, conosciuta la sua triste storia, ha accettato di scrivere la prefazione del libro e di mettere a disposizione la casa editrice vaticana: “Quando ho fatto visita un’altra volta a Francesco per ringraziarlo per il suo sostegno mi ha detto: ‘Daniel, ci sono 4.000 persone che lavorano in Vaticano. Nessuna di loro avrebbe scritto un libro così velocemente. Da dove trai la tua forza?’. ‘Dallo Spirito Santo, da San Giuseppe e Santa Teresa e dal Bambino Gesù’, ho risposto. Il Papa ha risposto: ‘Non basta. Dev’esserci qualcos’altro’. E allora ho confessato che per quattro anni ero stato abusato ripetutamente da un prete pedofilo. Mi ha messo la testa sulla spalla e ha pianto amaramente. ‘Se scriverai un libro scriverò la prefazione’, ha promesso”.

Prima di poter scrivere il libro, però, era necessario un altro passo, ovvero il concedere il perdono all’uomo che aveva ripetutamente abusato di lui da bambino. Non si trattava di un passo semplice, ma nelle intenzioni di Daniel c’era quella di far parlare il suo stupratore all’interno del libro, così un giorno si è recato nel monastero in cui si trovava. Giunto a destinazione, lo scrittore si è trovato davanti un uomo anziano e gracile, incapace di stare in piedi e di colpo tutta la rabbia è scomparsa: “Mi sono presentato. Non mi ha riconosciuto neanche lui. Poi ha studiato attentamente il mio volto. Gli ho offerto del cioccolato, gli ho dato un album su Friburgo e ho detto: ‘Se vuole venire in Paradiso con me deve chiedere perdono’. Ha iniziato a piangere. L’ho abbracciato e me ne sono andato. Non mi ha fatto alcuna impressione. È questa la grazia che ho ricevuto”.

Luca Scapatello