L’insonnia è un problema che affligge milioni di persone in tutto il mondo. Spesso è causata da un accumulo di nervosismo che impedisce di raggiungere la serenità necessaria a riposarsi. Nella maggior parte dei casi il nervosismo è legato allo stress quotidiano che può essere causato da un insieme di problematiche: impegni di lavoro o di studio, problemi economici, problemi relazionali o di salute. Scemati gli impegni si arriva alla sera con il carico derivante dalla giornata e quello pregresso dovuto a problemi che ci trasciniamo da tempo. Soffermarsi a pensare a tutte queste problematiche diviene quasi automatico una volta arrivata l’ora di coricarsi e se il pensiero si inceppa su di esse il sonno tarda ad arrivare, il nervosismo aumenta e diviene sempre più difficile trovare il giusto riposo.
Esistono dei rimedi pratici (leggere un libro, guardare la televisione) e dei rimedi medici (valeriana, tranquillanti o sonniferi ne casi peggiori) per combattere la problematica, ma pare che la migliore medicina contro l’insonnia sia una fede incrollabile in Dio. Questo almeno è quanto è emerso da uno studio curato dal dottor Christopher G. Ellison, professore di sociologia dell’Università del Texas, pubblicato sulla rivista di settore Journal for the Scientific Study of Religion e riportato in Italia da ‘Aleteia‘.
L’indagine statistica portata avanti dai ricercatori texani ha dimostrato che i soggetti con una forte fede in Dio, convinti che alla fine della vita terrena si giunga alla salvezza, dormono più di chi non ha fede, raggiungendo la quota corretta di ore di riposo notturna (7-8 ore). Il motivo di questa serenità, secondo il ricercatore è dovuto al fatto che: “Se si crede che un potere superiore sia lì a prendersi cura di noi, allora ciò che si sta vivendo ora è temporaneo. Queste esperienze mondane sono temporanee”. Insomma le salde convinzioni religiose aiuterebbero a diminuire la tristezza ed il carico di stress che comporta la vita, permettendo ai credenti di riposarsi affidandosi alla speranza non solo di una soluzione positiva delle problematiche terrene ma anche e soprattutto a quella che li attende un’eternità in cui tali problematiche saranno solamente un ricordo.
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Luca Scapatello
Fonte: Aleteia
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