Strage Nuova Zelanda, il cordoglio del papa: “Profondamente rattristato”

Il papa ha parlato della Strage in Nuova Zelanda?

Il Santo Padre ha mandato un messaggio di cordoglio e solidarietà alla comunità musulmana neozelandese.

Strage Nuova Zelanda
(Facebook)

Strage Nuova Zelanda: il sentimento anti-musulmano ha creato la prima mostruosità

Ieri mattina la comunità di Christchurch (Nuova Zelanda) è stata sconvolta da una strage senza precedenti. Un commando armato di 4 persone (3 uomini ed una donna) guidato dal 28enne Brenton Tarrant ha assaltato le due moschee della città compiendo un massacro. Il piano era evidentemente studiato nei minimi particolari e progettato da tempo (la polizia ha trovato anche delle auto piene di esplosivi). Gli assalitori hanno prima condiviso un manifesto di 87 pagine in cui parlavano della necessità di cacciare gli “invasori stranieri”, quindi documentato il tutto attraverso una diretta Facebook.

Ciò che emerge da quanto accaduto è che Brenton ed i suoi seguaci sono espressione di un sentimento anti migrante e anti musulmano. Un sentimento covato da tempo in molte parti del mondo. Nella video diretta si leggono i nomi di persone che hanno compiuto atti violenti contro i musulmani (tra i quali anche Luca Traini), quindi le immagini della sparatoria. Nella prima moschea quella di Al Noor c’erano 200 fedeli riuniti in preghiera. Questi non hanno potuto fare altro che scappare sperando che un proiettile non li raggiungesse.

Il bilancio della strage è di 49 vittime e numerosi feriti. Si tratta di un atto deprecabile che va duramente contestato e che invece ha trovato anche parole di giustificazione nel deputato australiano Fraser Anning (rinomato islamofobo), il quale ha avuto il coraggio di dire che la causa della strage è da attribuire alle politiche migratorie che permettono l’ingresso di fanatici religiosi musulmani in Nuova Zelanda, quindi ha aggiunto: “Oggi i musulmani sono le vittime, di solito sono gli autori, la religione musulmana è semplicemente un’ideologia violenta di un despota del sesto secolo, travestito da leader religioso”. Parole che potrebbero alimentare sentimenti anti migratori e successive stragi.

Strage Nuova Zelanda: il cordoglio del papa

Anning a parte è giunta una convinta e diffusa condanna dell’atto terroristico da parte di autorità politiche e religiose. I vescovi cattolici della Nuova Zelanda hanno pubblicato un messaggio di solidarietà alla comunità musulmana. “Siamo profondamente consapevoli dei buoni rapporti che abbiamo con gli islamici in questa terra e siamo particolarmente sconvolti dal fatto che ciò sia avvenuto in un luogo e in un momento di preghiera”.

Non poteva mancare un messaggio da parte di papa Francesco. Il Santo Padre lotta da anni per stabilire un ponte tra la comunità cattolica e quella musulmana al fine di appianare divergenze e incomprensioni. L’impegno del papa in tal senso ha portato a politiche anti fondamentalismo islamico in Arabia Saudita e altri Paesi a maggioranza islamica. Solo questa è la strada da perseguire per ottenere una pace, sia perché lo stesso Vangelo ci intima di non rispondere alla violenza, sia perché rispondendo alla violenza si entra in una battaglia senza fine. Nel telegramma, il Santo Padre si definisce profondamente rattristato e manda la propria sentita solidarietà. Inoltre si impegna a pregare per la guarigione dei feriti e la consolazione dei familiari delle vittime.

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Luca Scapatello