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Nato senza braccia e mutilato da una mina Mahmud continua a sorridere

Nato senza braccia, costretto alla paura ed al dolore dalla guerra civile e privato delle gambe da una mina, eppure Mahmud continua a sorridere.

In Mahmud, bambino siriano di appena 8 anni, convivono le due facce della guerra: da un lato ci sono le mutilazioni che ne hanno deturpato il corpo e lo hanno privato di una parte delle sue funzionalità e che rappresentano l’orrore della guerra, dall’altro c’è il sorriso e l’affetto che mostra agli altri, simbolo di una voglia di vivere e di amare che non viene schiacciata nemmeno dalle bombe e dalla violenza, emblema del desiderio di ogni popolo in guerra di giungere finalmente ad una pace e ricominciare a vivere.

Questo bambino di Tadef è nato senza braccia, ma questo non gli ha mai impedito di sorridere e di vivere normalmente (il piccolo riusciva persino a giocare a calcio), poi un giorno, mentre cercava di fuggire dalla città occupata dall‘Isis in direzione Aleppo con i parenti, una mina ha ucciso lo zio e maciullato i suoi arti inferiori. Le sue condizioni erano critiche, davanti a quella tragedia anche gli uomini del Daesh si sono inteneriti e gli hanno permesso di raggiungere Aleppo, dove il bambino è stato curato e dove gli sono state fornite due protesi per le gambe.

Il sogno di Mahmud, ricevere una maglia di Leo Messi

Oggi Mahmud vive ad Aleppo con la madre ed ogni giorno si reca a scuola accompagnato da un volontario dei “Maristi Blu“. Grazie al moncherino che gli è stato montato in una delle due gambe, il bimbo riesce a scrivere e fare i compiti, ma la fondazione spera un giorno di poter raccogliere fondi sufficienti per regalargli delle braccia bioniche che gli permettano di recuperare la maggior parte delle funzionalità, un sogno che per il momento non lo tange più di tanto: lui, da bambino qual è, desidera più di ogni altra cosa avere in regalo una maglia di Lionel Messi, dono che probabilmente gli verrà fatto tra qualche mese grazie alla donazione di un benefattore, chissà magari dello stesso campione argentino.

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Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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