Soffri di anoressia? Ecco 12 versetti della Bibbia che ti aiutano ad uscirne

Quando avevo 25 anni, – racconta una ex-anoressica – avevo paura del cibo.
Contavo ossessivamente ogni caloria e ogni grammo di grasso di ogni boccone di cibo che mangiavo. Ero anoressica e mi sentivo sfinita dalla vita.

Oggi mangio pancetta e pizza senza un nessuna preoccupazione, ammucchio insalate di verdure condendole con abbondanti quantità di olio d’oliva e mangio burro come fosse cioccolato. E non conto calorie o grammi grassi da anni.

Il cibo che Dio mi mette davanti mi riempie di gratitudine, perché mi dà l’energia necessaria per curare quelli che amo e perché mi offre la possibilità di apprezzare le benedizioni di Dio insieme agli altri quando ci si siede a mangiare in compagnia.

Cos’è cambiato? La storia è lunga, ma il messaggio è breve: Dio mi ha cambiata. Mi ha salvata dalle catene di un grave disturbo alimentare. Mi ha guarita. E credo che desideri guarire ogni altra persona che soffre allo stesso modo.

La mia fervida preghiera è che i seguenti versetti aiutino coloro che cercano la guarigione dall’anoressia e che tutti coloro che ne soffrono sappiano conoscere il loro valore agli occhi del Dio che li ama e vuole che siano totalmente in Lui.

1. Io invoco Dio
e il Signore mi salva.
Di sera, al mattino, a mezzogiorno
vivo nell’ansia e sospiro,
ma egli ascolta la mia voce;
in pace riscatta la mia vita
da quelli che mi combattono:
sono tanti i miei avversari.”. Salmo 55,17-19
Prima di tutto, non ti preoccupare: non devi tu salvarti da questo. Come dice il salmo, invoca Dio e ti salverà.
Per la maggior parte delle persone che ne soffrono, l’anoressia non è una questione di cibo, ma di controllo. Non si tratta di essere magri, ma di avere il controllo su qualsiasi cosa nella propria vita. Quando si nega il cibo, ci si sente più in controllo della propria vita. Ma in realtà è il contrario: non stai controllando il tuo modo di mangiare. Il Non-Mangiare-Abbastanza ti sta controllando. Quando senti la necessità di controllare ogni boccone di cibo che va in bocca, tu non hai il controllo.
Se controlli ossessivamente ciò che mangi, chiedi al Signore di prendere il controllo del tuo cibo e di aiutarti a superare la tentazione di controllare troppo. Lui ti ascolterà e libererà la tua anima dalla battaglia.

2. «Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla. «I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!». Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. 1 Corinzi 6,12-14
Può forse far sentire potenti di essere in grado di dire no al naturale desiderio di cibo per il proprio corpo. Ma essere in grado di dire di no al cibo non ti rende potente. Essere magri non è potere. L’auto-negazione non è potere. Se tale è il tuo obiettivo finale, allora sei assolutamente impotente nel raggiungerlo.
L’unico potere autentico è il potere, la forza di Dio. Digli che sei impotente di fronte al tuo disturbo alimentare e chiedi a lui di rialzarti dagli abissi di questa malattia per mezzo del suo potere!

3. Poiché io sono il Signore tuo Dio
che ti tengo per la destra
e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Isaia 41,13
Il desiderio di avere il controllo di solito viene dall’ansia. Per la maggior parte delle persone anoressiche, la paura di guadagnare peso è in realtà paura di non avere il controllo. La vita può essere caotica e imprevedibile, e poche cose sono sotto il nostro controllo. L’assunzione di cibo è una cosa che effettivamente può essere sotto il proprio controllo.
Ma quando una persona anoressica si nutre, nutre la sua paura. Più e più volte, la Scrittura ci dice di “non avere paura”.
In molte parti della Bibbia, specialmente nei Salmi, il Signore ci dice che tiene la nostra mano. Egli parla a te come un Padre al suo bambino – vuole raggiungerti, prendere la tua mano e guidarti attraverso ​​questo mondo.
Chiedi al Padre celeste di prendere la tua mano, di aiutarti a fidarti di lui e di toglierti l’ansia.

4. Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. Giacomo 5,6
Una delle tante benedizioni del sacramento della Confessione è che ci aiuta a ricordare che è giusto non essere perfetti, nel senso mondano del termine. L’anoressia spesso riflette un desiderio di perfezione impossibile. È molto importante riconoscere che nessuno è perfetto, neanche tu. Sei amato così come sei, con tutti i difetti e le imperfezioni.
Un disturbo alimentare è una malattia, non un peccato, quindi qualcuno che ne ha uno non ha bisogno di confessarlo. Ma può essere un enorme aiuto andare regolarmente alla Confessione, perché il sacramento porta grazie straordinarie. Quelle grazie ti aiuteranno a guarire la mente, il corpo e l’anima.
Inoltre, San Giacomo ci ricorda, nel versetto sopra, di pregare l’un per l’altro. Non avere paura di chiedere agli altri di pregare per te e magari anche di pregare insieme. Funziona!

5. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Giovanni 6: 55-58
Ricevere Gesù nell’Eucaristia è una delle cose migliori che un cattolico, con un disturbo alimentare, può fare per migliorare, per guarire. L’Eucaristia non solo ci nutre spiritualmente, ma anche fisicamente, emotivamente e mentalmente. Le grazie di guarigione dell’Eucaristia sono reali e potenti.
L’Eucaristia ci ricorda anche una verità molto importante: Dio ha creato il cibo per essere un segno del suo amore per noi. Si è fatto nostro cibo in modo da poter nutrirci e vivere in noi per sempre. Quando accettiamo il cibo come una benedizione e un dono, destinato ad essere condiviso con gli altri, ricordiamo il vero scopo del cibo: è un segno della benedizione e del dono, spezzato e condiviso, del “pane che è sceso dal cielo “.

6. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno. 2 Tessalonicesi 3,3
Potresti sentirti debole quando mangi quello che non volevi mangiare e forte quando rifiuti di mangiare ciò che il tuo corpo desidera. Ma è in realtà l’opposto: per una persona con anoressia, ci vuole grande forza per mangiare ciò che non vuol mangiare. Ricorda: il tuo corpo ha bisogno di essere nutrito. Ha bisogno di carburante. Ha bisogno di un buon grasso. Quando si mangia ciò che il corpo ha bisogno, si ottiene la forza della volontà e la forza del corpo. Recuperi un’incredibile forza di volontà; è necessaria per mangiare, piuttosto che per Non-Mangiare-abbastanza.

Nessuno di noi può essere forte da solo. La forza di volontà non è potente se non è usata per servire Dio e gli altri. Solo il Signore ci dà forza.

Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte. (2 Corinzi 12,9-10).
È bene ammettere di essere deboli! Chiedi a Dio di rafforzare la tua volontà per mangiare ciò che il tuo corpo ha bisogno. E ricorda di rilassarti: mangiare è divertente! Lasciarsi andare e provare nuovi cibi è un’avventura meravigliosa!

7. Tu che abiti al riparo dell’Altissimo
e dimori all’ombra dell’Onnipotente,
dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido». Salmo 91,1-2
C’è una ragione per cui ci piacciono le regole. Le regole sono sicure. Hai fatto delle regole per mangiare? Quali sono? Ti fanno davvero sentire sicuro?

Fin dall’infanzia, abbiamo voglia di sentirci al sicuro. Siamo andati a dormire con coperte che ci facevano sentire sicuri così come i vari orsacchiotti. Non è diverso quando cresciamo. Dobbiamo ancora sentirci al sicuro. Ci si sente sicuri di fissare linee, di fare regole su come si deve o non si deve mangiare, in modo da non avere sorprese, né rimpianto. Ma questa non è sicurezza: è paura!

Solo Dio ti tiene al sicuro, ti protegge. Dimora nel suo rifugio. Ti tiene sotto la sua protezione. Può aiutare tremendamente ripetere questa piccola e potente preghiera: “Gesù, ho fiducia in te”.

8. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Giovanni 14,27
Vuoi la pace? Sembra che tu abbia poco tempo in questo momento? Le persone anoressiche sono nel mezzo di una battaglia: sono contro il cibo. Per una persona che è costantemente in contrasto con l’alimentazione, la pace è scarsa. Il nostro rapporto con il cibo non dovrebbe essere contraddittorio; dovrebbe essere amichevole. Tranquillo, calmo. Il cibo è una benedizione, non un nemico.

Per diventare alleati con il cibo, puoi permetterti di iniziare a mangiare di più e di concentrarti sulla grande benedizione di condividere i pasti con gli altri. Sei stato creato per mangiare il cibo che ti nutre e anche per godere della benedizione di mangiare con gli altri.

La pace che desideri è in Cristo. Chiedi a lui di riempirti con la sua pace, affinché il tuo cuore non sia afflitto dalla fame né dalla paura del cibo.

9. Il Signore è lo Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà. 2 Corinzi 3,17
Quando sei incatenato a regole auto-limitanti sul mangiare, non sei libero. Immagina un prigioniero, bloccato in una cella. Immagina che dei carcerieri che danno il cibo a una persona e si assicurino che sia sempre affamato, mai pieno, senza avere mai quello di cui il suo corpo ha bisogno. Questo è ciò che succede quando sei anoressico: Non-Mangiare-Abbastanza è un carceriere che ti fa suo prigioniero e ti raziona il cibo di cui hai bisogno per vivere una vita piena e felice.

Il Signore vuole che tu sia libero. Vuole liberarti da ogni prigionia o schiavitù. Dov’è lo Spirito del Signore, c’è la libertà dalle catene di Non-Mangiare-abbastanza – e c’è la libertà di mangiare il cibo Costoro … imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità. Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera. 1 Timoteo 4,3-5

Gesù ci dice che il Padre celeste darà lo Spirito Santo a coloro che lo chiedono (Luca 11:13). Se vuoi essere libero dalle catene di un disturbo alimentare, chiedi al Padre di mandarti lo Spirito Santo per liberarti.

10. Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Filippesi 2,3-4
Quando non forniamo il nutrimento necessario, i nostri corpi iniziano a chiudersi. Ci sentiamo stressati, stanchi, irritabili, deboli, depressi, impoveriti o sopraffatti. Non possiamo preoccuparci per gli altri in questo stato. Se non diamo ai nostri corpi quello di cui hanno bisogno per funzionare, è difficile avere la forza di amare la gente che Dio mette nella nostra vita.

Per essere in grado di prendersi cura di altri, è necessario innanzitutto prendersi cura di se stessi. Nutri te stesso, non perché “lo meriti” o lo hai “guadagnato”, ma perché ti permetterà di nutrire gli altri. Ti renderà abbastanza forte per amare gli altri.

Può aiutarti a mangiare pensarlo come un modo per amare gli altri e chiedere a Dio di aiutarti a mangiare meglio per amare meglio.

11. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! 1 Corinzi 15:57
Con l’anoressia, la vittoria non viene vinta conquistando l’appetito. La tua vittoria viene vinta ogni volta che ti nutri nella maniera in cui Dio desidera che tu lo faccia, dando al tuo corpo il cibo di cui ha bisogno per vivere e amare.

Ricorda, però, che non devi raggiungere questa vittoria da solo. Gesù sa che sei stanco di combattere. Riposa in lui.

Ogni volta che ti senti la battaglia in atto, ogni volta che ti trovi di fronte alla tentazione di voler limitare il cibo, puoi condividere la vittoria di Cristo, invocando il suo nome e lasciandolo agire.

12. 7 Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d’autunno e le piogge di primavera. 8 Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Giacomo 5,7-8
Anche quando hai abbandonato il controllo e il potere di un disturbo alimentare a Dio, ci vuole tempo per guarire. Ci vuole tempo per imparare a mangiare bene. Ci vuole tempo per cambiare modelli e abitudini di pensiero. Ci vuole tempo per imparare a stare bene e addirittura felice di guadagnare peso e di tornare a stare meglio.

Devi essere paziente con te stesso. Stabilisci il tuo cuore nel Signore e quando lotti, vai da lui. Un corridore potrebbe inciampare, ma si alza e continua a correre la corsa. È normale che tu abbia tentazioni di tornare alle tue vecchie routine, quindi non perderti d’animo e non scoraggiarti!

Chiedi allo Spirito Santo di darti la pazienza mentre ti tiene vicino a sé e ti guarisce e ti riporta nel suo magnifico amore.