Siroki Brijeg è la città dal primato di fede e matrimonio.
La piccola città della penisola balcanica, con i suoi 30mila abitanti, non ha mai visto un divorzio in vita sua. Le fonti ci spiegano il perché.
Il forte cattolicesimo popolare che ha unito le diverse popolazioni che abitano in questa città (croati, bosniaci in primis), ha unito anche tutti coloro che hanno deciso di contrarre matrimonio in questo luogo. Ma, dietro tutto questo (che potremmo definire fortuna per questa città), si nasconde anche una grande storia di dolore per la gente della città: una città a lungo nei secoli, minacciata ed assediata dai musulmani turchi e dai comunisti poi.
È da ricordare una data in particolare: il 7 febbraio 1945. 66 francescani furono uccisi dai partigiani comunisti, solo perché richiamavano la loro fede contro coloro che la menzogna e il potere politico aveva accecato.
Le fonti ci raccontano che il matrimonio in questo posto risulta indissolubile come indissolubile è il segno della forza e della potenza della croce di Cristo, segno che i novelli sposi portano all’altare durante il rito del matrimonio.
Ai più, sembra semplicemente un paesino sperduto fra le montagne della Bosnia, dove si prega solo e si celebrano matrimonio ancora seguendo antiche tradizioni ed usanze. Invece no: è il segno della viva coscienza e conoscenza di Cristo nelle famiglie, del senso che le stesse famiglie hanno nel voler far crescere i loro figli come testimoni autentici di Cristo.
Segno dell’amore indivisibile che c’è anche fra Cristo ed il suo popolo.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: uccronline.it
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