Sicurezza: Bambini controllati con i chip? Il Papa risponde oggi all’udienza.

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Sarebbe bello poter sapere esattamente dove si trovano i nostri figli i mariti,  i fidanzati sapere quello che fanno se stanno bene o no ma ci sono dei limiti oltre i quali sarebbe opportuno non andare. Ma il caso di Paul Wallich ci dice che non sempre è così infatti l’ingegnoso genitore ha costruito un drone che gli permette di controllare il figlio nel tragitto che lo accompagna fino alla fermata dello scuolabus. Il piccolo veivolo è dotato di una scheda Arduino che permette al padre di controllare la posizione del figlio attraverso  smartphone. Naturalmente nessun genitore sarebbe contrario ad un dispositivo che gli permetterebbe di tenere i figli sotto controllo almeno fino alla maggiore età.

Segnaliamo anche il caso di  Wherify Child System un marchingengno che somiglia ad un minuscolo orologio da polso che entro 60 secondi ti segnalava esattamente la posizione di chi lo indossava è stato brevettato con l’intento di proteggere i bambini soprattutto quelli che manifestano sindromi di autismo per evitare smarrimenti e situazioni di pericolo.

Il punto sul quale si deve focalizzare l’attenzione è il crescente bisogno da parte dei genitori di controllare in maniera sempre più eccessiva i propri figli questo denota un senso di insicurezza crescente e in certi casi immotivata. E’ vero che rispetto a molti anni addietro il modo di vivere è notevolmente cambiato, una volta non c’era tutta la tecnologia che troviamo oggi le occasioni di distrazione e di deviazione sono cresciute, la tecnologia imperante le droghe la microcriminalità sempre più diffusa. Così attualizziamo il concetto di una rieducazione di massa che comporta un assiduo controllo a distanza sui piccoli come un grande occhio che vigila che fa sì che gli stessi siano spinti a comportarsi meglio, come viene messo in risalto in alcuni film (ricordate il Wesley Snipes di Demolition Man ?)

Da una inchiesta fatta  l’Economist si evince che gli  americani e i giapponesi  sono i più propensi ad adottare simili dispositivi di controllo e monitoraggio, mentre le nazioni europee grazie anche ad una maggiore attenzione alle leggi  sulla privacy, sono meno disposte a prendere in considerazione tali sistemi di controllo personale che possono sembrare invasivi ed eccessivi. Anche se a onor del vero in Sud America mettono in allarme l’aumento di bande di criminali  specializzate nei rapimenti di bambini è una tracciabilità degli stessi faciliterebbe le operazioni di ricerca.

Molti si sono già attrezzati per questo alcune scuole in Giappone già hanno iniziato a servirsi dei RFID sistemi di localizzazione a radio frequenza per ogni studente iscritto questo aiuta anche a controllare le assenze ingiustificate, e dove si trovino, a Dubai una tecnologia permette ai genitori di conoscere gli spostamenti dei loro figli passo dopo passo, in Brasile alcune scuole hanno adottato uniformi dotate di etichette radio cucite sui taschini. Negli stati Uniti sono stati adottati i  RFID per il pagamento delle rette scolastiche esso avviene anche in base alle assenze dell’alunno più sono salate le tasse  da pagare. I risvolti della questione son molteplici è le eccezioni non mancano come il caso di Andrea Hernandez che è stata espulsa dalla sua scuola per non aver accettato di indossare il sistema per l’identificazione personale RFID. La ragazza di San Antonio in Texas ha giustificato il suo rifiuto  attribuendolo al suo credo religioso, l’utilizzo del chip è associabile al “Marchio della Bestia” citato nella Bibbia e di recente svelato in un messaggio di Gesù nel giugno 2012: “[…]controllerà i vostri soldi, il vostro accesso al cibo e il vostro modo di vivere. Regole, tante, che vi renderanno prigionieri. La chiave del vostro chip, che vi tiene sotto il loro controllo, sarà il Marchio della Bestia. Il 666 sarà incorporato, come numero nascosto, in un chip che sarete costretti ad accettare proprio come si farebbe con una vaccinazione”. per molti questo gesto non ha alcun significato è potrà sembrare anacronistico ma non per chi da credente non accetta questi sistemi di controllo di massa e di rilevamento continuo dei propri dati personali seguendo la ispirazioni derivanti dalla  lettura della bibbia.

Anche Papa Francesco oggi davanti a 7,000 persone afferma ” La prima necessità – ha detto Bergoglio – è proprio questa: che il padre sia presente nella famiglia. Che sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E che sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando si esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo sbagliato e quando ritrovano la strada”.

Padre presente – ha specificato – non vuol dire controllatore, perché i padri troppo controllatori annullano i figli, non li lasciano crescere“.