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Anche quando si parla degli Angeli, bisogna stare attenti

Angelo nero

Anche quando si parla degli Angeli, bisogna stare attenti a quale sia l’oggetto del nostro discorso.
Ci sono molte dottrine e riti esoterici, gnostici e new age che utilizzano, infatti, una terminologia molto simile a quella dei cristiani, quando si parla di Angeli e di spiritualità.

In molti Blog, messi in rete dagli occultisti, e in tanti libri, si citano, addirittura, gli Arcangeli coi loro nomi consueti, ma associati a riti magici, che, assolutamente, non hanno nulla a che fare non le nostre devozioni.
Ecco come uno di questi, un angelofilo, descrive il modo di “sentire” la vicinanza di un Angelo: “Usiamo il nostro senso del gusto per conoscere gli angeli, dobbiamo immaginare qualcosa di puro e dolce, senza retrogusto o tracce di amaro, come una nuvola di zucchero filato, fatto ruotare con lo zucchero di frutti celesti”. “Fondamentalmente consiglio di diventare i migliori amici del vostro angelo custode! Fate finta di avere un amico immaginario, che vive tutte le tue esperienze e con cui si possono condividere punti di vista”.

Noi cristiani non abbiamo bisogno di un amico immaginario, per sentire la vicinanza dell’Angelo custode, che ci affianca, per volere di Dio, dalla notte dei tempi, né necessitiamo di immaginarlo come dello zucchero filato.
Sappiamo, infatti, che esso è un essere spirituale che guarda alla nostra esistenza, rimanendo al cospetto dell’Altissimo nel contempo, per fare da tramite tra lui e noi.
Tutto ciò che dobbiamo sapere su l’Angelo custode, sugli altri Angeli, sugli Arcangeli e sulla loro natura, è scritto nella Bibbia.
Facciamo notare, inoltre, che le discipline esoteriche pongono l’uomo al centro del mondo, diffondendo l’idea che, ciò che esso può desiderare, può ottenerlo, allineandosi con quelle forze spirituali, chiamate anche Angeli.

“Le indicazioni che vengono dall’inconscio sono le stesse dei poteri spirituali”, dicono, ma questo non può valere per il cristiano, che sa che solo Dio è fautore di ogni cosa.
Del resto, anche Satana è visto come un compare del Signore, solo con un compito più ingrato, quello, cioè, di metterci alla prova, di indurci in tentazione, perché ne usciamo rafforzati e migliorati.
Coloro che credono a queste affermazioni, possono essere cristiani, secondo voi?

Antonella Sanicanti

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