Si innamora di un ologramma e lo sposa | I dati parlano di migliaia di casi del genere

Afferma di avere “sposato” un ologramma. Dietro questa triste realtà non c’è però solo lo svilimento del matrimonio ma anche una moda sociale ben poco rassicurante. 

La storia di Akihiko, per quanto possa sembrare divertente, cela un dramma di proporzioni epocali che tutti sono chiamati a guardare in faccia.

fictosessuale
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Un uomo di 38 anni di nome Akihiko Kondo ha affermato di avere sposato l’ologramma di una cantante pop disegnata in stile manga. La sua pagina Instagram è piena di immagini in cui lo si vede abbracciare questo personaggio di fantasia. Ma non si tratta solamente di una eccentrica trovata di un singolo.

La vicenda di Akihiko che si definisce “fictosessuale”

Akihiko ha infatti affermato di appartenere a una vera e propria categoria di persone che si definiscono “fictosessuali”, persone che provano attrazione sessuale per figure immaginarie. Si dice che siano addirittura “decine di migliaia” i fictosessuali al mondo, con una concentrazione particolare proprio in Giappone.

Tutto è iniziato quando l’uomo ha acquistato online alcune bambole che ritraevano il personaggio di Hatsune Miku, una sbarazzina che fa la cantante è che è comparsa anche sul palco insieme a Lady Gaga. Nel 2017 ha poi acquistato un Gatebox, un strumento dal costo di 1300 dollari che consente di interagire con i personaggi delle proprie storie preferite tramite ologrammi.

Si tratta sostanzialmente di un cilindro in cui viene proiettata l’immagine desiderata, e il gioco permette agli utenti di comunicare in realtà virtuale con questi personaggi tridimensionali. Al seguito di una campagna di marketing l’azienda ha diffuso dei finti certificati di matrimonio, che rientrano nell’ambito della giocosità di questo strumento.

Dietro la stranezza del gesto, un dramma di proporzioni epocali

Kondo ha spiegato di avere chiesto ufficialmente la mano di Miku. Tuttavia l’uomo si è arrabbiato perché in quella data non ha partecipato nessuno dei suoi parenti. “La mia famiglia non è voluta venire alle nozze”, ha detto l’uomo. Alle “nozze” non c’erano familiari, amici o parenti di lavoro ma solo conoscenti trovati online.

Akihiko, 38 anni, è cosciente di avere sposato un personaggio inventato, sostiene inoltre che questa sua relazione immaginaria lo abbia salvato dalla depressione, dovuta ad alcuni rifiuti amorosi ma anche al bullismo dei colleghi sul posto di lavoro. Tuttavia dietro questa realtà non c’è solamente la cultura “liquida” della relazioni sentimentali, che dietro la teoria del gender vorrebbe sradicare ogni realtà dell’amore, del matrimonio o della differenza tra uomo e donna, finendo per aprire fino al matrimonio con personaggi di fantasia.

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C’è anche la tristezza e la solitudine di un mondo che ha perso ogni coordinata valoriale, anche in un Paese, come quello giapponese, fortemente centrato sulla tradizione ma che sta vivendo un momento estremamente triste dal punto di vista sociale. Proprio in Giappone è nato il fenomeno degli hikikomori, giovani che si rinchiudono nelle proprie camere e sono incapaci di uscirne, o degli kodokushi, anziani che si lasciano morire di fame per mancanza di qualcuno che li accudisca o stia loro vicino.

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