Come si fa a dire che questo non è essere umano

 

Generalmente si pensa all’aborto come una pratica senza ripercussioni, questo perché si è convinti che il feto non sia un essere umano formato bensì un mucchio di cellule e tessuti. Questa convinzione, però, è stata sfatata da una coppia di coniugi americana quando lei, Lexi Fretz, ha dato alla luce il piccolo Walter Joshua Fretz, nato prematuramente dopo sole 20 settimane di gravidanza.

 

Lexi ed il marito Joshua al tempo (siamo nel 2013) avevano già due splendide bambine e non vedevano l’ora di abbracciare il primo maschio. Tutto era andato per il meglio fino alla 19a settimana di gravidanza quando la madre ha cominciato ad avere delle perdite: inizialmente non si è preoccupata, dato che delle perdite possono essere normali, ma quando ha visto che le perdite erano di colore rosa ha chiamato la ginecologa che le ha consigliato di andare in ospedale.

 

Nella lunghissima ora di attesa in reparto Lexi ha vissuto le emozioni più disparate prima la preoccupazione di perdere il figlio, poi la gioia per aver sentito il suo battito, infine la disperazione quando ha capito che stava per partorire. Il parto è riuscito perfettamente, Walter era vivo e perfetto, purtroppo con soli 5 mesi di gravidanza non aveva alcuna possibilità di sopravvivere ma per qualche istante ha regalato una gioia immensa ai suoi genitori.

 

Consapevole che quella era l’unica occasione per fotografare il nascituro, Joshua ha preso la macchina fotografica ed ha scattato una serie di foto per mostrare al mondo come il piccolo fosse perfettamente formato, in seguito le ha pubblicate su internet suscitando scalpore e approvazione. Lexi che in un primo momento non era d’accordo con il marito sulle foto, quando le ha viste ha cambiato idea, anzi proprio quegli scatti sono stati la molla per iniziare una lotta contro l’aborto.

 

Nelle settimane, nei mesi e negli anni successivi a questa triste vicenda la coppia ha ricevuto molti messaggi di supporto da donne incinta o che avevano subito un aborto spontaneo:

 

“Ho appena trovato le immagini di Walter… Sono incinta e mi trovo in una situazione grave questa settimana.(…)  Ho chiesto a Dio di darmi oggi un segno del fatto che sarebbe andata bene, o sarei andata a chiedere un aborto domani. Qualche ora dopo ho visto il link su Facebook. Mi ha fatto piangere, ma ciò che conta è che mi ha fatto capire, senza ombra di dubbio, che non posso fare questo al mio bambino”.

 

“Prima credevo che ci fossero delle ragioni per giustificare alcuni aborti. (…) Ma ora, vedendo Walter adagiato sul suo petto mi vergogno delle mie opinioni passate e sono addolorata per ogni donna che decide di abortire senza comprendere il valore della vita che porta dentro di sé”.

 

Queste sono solo due delle testimonianze arrivate dopo che Joshua ha postato le foto di Walter. Impossibile non commuoversi vedendo la perfezione di quel corpo minuscolo che dimostra come il feto sia un essere umano in miniatura e non un ammasso di cellule informi ed è per questo motivo che lexi si chiede come sia possibile accettare legalmente l’aborto ed aggiunge: “Solo perché il bambino nella pancia della mamma non può essere visto da noi non significa che sia solo un mucchietto di cellule. Walter era perfettamente formato ed era molto attivo nell’utero. Se avesse avuto solo qualche settimana di più, avrebbe avuto una possibilità di lottare per la sua vita”.