Selen la mia carriera da pornostar: “Un errore a cui ho rimediato dopo tanto tempo”

Dire al giorno d’oggi che il porno instilla un’idea del sesso malata e dannosa corrisponde ad essere etichettati come bigotti e antiquati. Senza soffermarsi ulteriormente in speculazioni sull’argomento per non incorrere nel rischio della sopracitata etichettatura, riportiamo semplicemente le parole di una donna che il mondo del porno lo ha vissuto anzi lo ha incarnato e che oggi lo ripudia: Selen. Luce Caponegri negli anni novanta era diventata la star principale dell’industria pornografica italiana, raccogliendo l’eredità di Moana Pozzi e Ilona Staller. Ad un tratto, però, quel mondo che l’aveva resa celebre le ha conferito uno stato di perenne depressione ed un senso di vuoto che l’hanno portata a ripudiarlo.

Oggi Luce vive in Emilia Romagna e conduce una vita tranquilla e serena, lavora come estetista, un lavoro che la fa sentire finalmente appagata, e si dedica alla sua famiglia. In un intervista concessa a l ‘Corriere della Sera’, l’ex star del porno ripercorre la sua carriera nell’industria cinematografica del sesso e dice: “Gli ultimi tempi sono stati una tortura, la trasgressione era diventata un lavoro odioso. Ho dovuto fare film quando volevo smettere, cercando di costruire ciò che ho sempre desiderato, una famiglia”, Selen non aveva ricevuto un’illuminazione religiosa, non si era convertita ma aveva semplicemente capito che il mondo del porno non faceva più per lei, non le dava l’appagamento e la serenità di cui aveva bisogno per vivere una vita soddisfacente.

Quando l’intervistatore le chiede cosa di quel mondo l’aveva disgustata, l’ex attrice confessa: “Si è rivelato un mondo dark, scuro, quasi gotico. Era brutto vedere le ragazze dell’Est costrette al sesso estremo sei ore di seguito per un capriccio del regista, con una scena guadagnavano la paga di un anno a Budapest. Lo squallore, la droga”, quindi conclude dicendo: “Il porno? Un errore, ci abbiamo messo una vita a rimediare”. Le parole di Selen sono un colpo basso ad un mondo nichilista che si basa sulla cultura dell’edonismo più sfrenato e che imprigiona gli attori in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

Per quanto riguarda i così detti cosumer, una indagine statistica pubblicata da ‘Il Timone’ illustra la dipendenza da porno favorita da Internet. L’indagine si basa sui dati dei siti porno americani e mostra come siano circa 40 milioni gli americani che usufruiscono dei video porno con regolarità, 200.000 dei quali addirittura sono da considerare dipendenti (con accessi giornalieri ai siti porno). Se questo influisca o meno sulla vita sessuale e la psiche dei soggetti dipendenti lo lasciamo dire agli psicologi ed ai sessuologi, l’evidenza dei fatti è che il porno può creare dipendenza e che, come dimostra l’incremento dei video amatoriali girati in strada o l’eccessiva diffusione di video amatoriali casalinghi girati da adolescenti e diffusi sul web, può indurre ad una pratica distorta del sesso.