Sei contro l’aborto? Ecco dove finisce il tuo nome

Dagli USA all’Argentina, fino all’Europa, un business mondiale da capogiro di  milioni di euro, per limitare la libertà dell’individuo.

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La battaglia sulla vita e sulla famiglia è sempre più a tutto campo e, a ogni latitudine, il clima è ormai di resa dei conti.

Il baluardo della Corte Suprema

Gli Stati Uniti, com’è noto, sono sempre più spaccati in due. Non solo ormai è sempre più netta la dicotomia Repubblicani-pro life/Democratici-pro choice ma anche a livello istituzionale, la spaccatura è netta.

Se è vero che, dal suo insediamento, lo scorso gennaio, il presidente Joe Biden ha annullato una serie di disposizioni dell’amministrazione Trump, che andavano decisamente incontro alla vita nascente, rimane il baluardo della Corte Suprema.

Il massimo organo giurisdizionale statunitense è ancora a maggioranza conservatrice e uno dei suoi ultimi pronunciamenti conferma questa linea. Giovedì scorso, i giudici hanno infatti confermato il diritto delle agenzie cattoliche a dare bambini in adozione o in affidamento esclusivamente a coppie sposate ed eterosessuali.

Il caso in esame ha coinvolto una coppia di Filadelfia, da tre anni coinvolta in un contenzioso leale con la propria amministrazione cittadina. Sharonell Fulton e Toni Simms-Busch collaborano da anni con l’agenzia Catholic Social Services, specializzata in adozioni e affidi.

Nel marzo 2018, la città di Filadelfia, amministrata dai Democratici, aveva sospeso ogni collaborazione con le agenzie che si rifiutassero di affidare o dare in adozione i bambini a coppie conviventi o lgbt. Il che significava sostanzialmente farle chiudere.

Secondo quanto emerso da un’inchiesta giornalistica della Catholic News Agency, c’è un vero e proprio business intorno alla limitazione della libertà religiosa, che si manifesta in casi come quello di Filadelfia. Una delle lobby più importanti in questo campo è il Proteus Fund, che ha investito 156 milioni di dollari dal 2010 al 2018, per difendere le cause abortiste e lgbt, e che riceve a sua volta donazioni milionarie da George Soros, da Rockfeller e dalla Gill Foundation.

Sei contro l’aborto? Finisci nella lista nera

Intanto, in Argentina, siamo già alle liste di proscrizione ai danni delle organizzazioni pro-life. In un clima incandescente sulla scia della recente approvazione della legge sull’aborto, tra il 13 e il 14 giugno, è apparso un sito (poi fatto chiudere), che elencava i nomi di almeno 400 persone, associazioni e istituzioni pro-life, esposti alla gogna mediatica negli stessi giorni, attraverso l’hashtag #LaGestapoArgentina.

Secondo quanto riferito da volontari pro-life argentini, a finanziare l’iniziativa della “lista nera” sarebbe stata l’International Planned Parenthood Federation Western Hemisphere Region, che si era presa l’impegno di coprire i costi del sito per cinque mesi.

Scopo dell’operazione era mettere in moto una vera e propria macchina del fango, per svelare le ‘losche trame’ dei gruppi pro-life, inevitabilmente ‘collusi’ con i think thank della destra cristiana e con formazioni politiche conservatrici.

In Europa è in gioco la libertà

Qualcosa di simile sta accadendo in Europa, con il rapporto Matić. Questa risoluzione, che sarà votata al Parlamento Europeo tra il 23 e il 24 giugno, intende imporre l’aborto come diritto umano e limitare drasticamente la libertà d’azione dei movimenti per la vita.

Dietro questa operazione, ci sarebbe lo European Parliamentary Forum – legato a doppio filo alla International Planned Parenthood Federation – che, a marzo, era stata ospitata in un’audizione senza contraddittorio organizzata dal Partito Socialista Europeo.

In quell’occasione, si era fatta allusione ai presunti legami tra movimenti per la vita europei e gruppi di estrema destra, in particolare americani e russi.

Luca Marcolivio

 

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

 

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