Ferma sulle sue opinioni, la Ministra Azzolina non ha intenzione di lasciare le scuole a se stesse, tanto meno gli studenti.
Dietro lo schermo della Dad, la didattica a distanza, si nasconde un problema che potrebbe diventare gigantesco: la dispersione scolastica.
Dice la Ministra: “In mezzo a tante incognite, una certezza c’è: la chiusura delle scuole non produce gli stessi effetti per tutti. La forbice sociale si allarga, il conto lo pagano i più deboli. Ci sono territori in cui la chiusura delle scuole è sinonimo di dispersione scolastica. E la dispersione scolastica – chiamiamo le cose con il loro nome – equivale all’abbandono dei ragazzi”.
Il timore per il nuovo aumento della diffusione nel Coronavirus ci pone innanzi a diverse problematiche, sulla chiusura o meno delle strutture più frequentate, come quelle scolastiche. E, mentre si pensa alla Dad anche per la terza media, si cerca di assicurare che almeno le scuole primarie e l’infanzia vengano fatte in presenza.
La questione verrà chiarita, probabilmente, dal prossimo Dpcm, nella giornata di domani. Al momento, ben 10 Regioni hanno applicato la Dad, dal 75% al 100% a seconda delle necessità, per le scuole superiori. Tra queste ci sono la Basilicata, la Campania, la Calabria la Puglia, il Veneto, la Valle d’Aosta, la Toscana, il Piemonte. L’Umbria ha messo già in Dad anche le medie!
“Tenere le scuole aperte significa aiutare le fasce più deboli della popolazione. Significa contrastare l’aumento delle disuguaglianze, un effetto purtroppo già in corso, a causa della pandemia. Significa tutelare gli studenti, ma anche tante donne, tante mamme, che rischiano di pagare un prezzo altissimo”.
Antonella Sanincati
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