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Santuari e Pellegrinaggi

Scopriamo il Santuario dedicato alla SSTrinità di Vallepietra (RM)

 

Santuario SSTrinità

Le tre persone sono perfettamente uguali, ciascuna con un libro sorretto dalla mano sinistra e con la mano destra nell’atto di benedire alla maniera greca, cioè unendo pollice a anulare.”

Il Santuario della SS. Trinità a Vallepietra (RM) è un logo di pellegrinaggio verso il quale migliaia di fedeli si recano annualmente per onorare e chiedere le grazie alla sacra icona in esso conservata.

Il santuario della Santissima Trinità di Vallepietra,posto a 1300 metri di altitudine alle falde del Colle Tagliata, luogo di antico culto popolare collegato agli insediamenti benedettini di Subiaco, ancora oggi è meta di pellegrinaggi a piedi delle “compagnie” della Valle dell’Aniene che si recano a venerarel’affresco di stile bizantino all’interno della grotta del Monte Autore che raffigura la la Trinità cui la leggenda popolare attribuisce il salvataggio miracoloso, avvenuto davanti agli occhi di un contadino, di due buoi precipitati con tutto l’aratro da un burrone alto cento metri. Le tre persone sono perfettamente uguali, ciascuna con un libro sorretto dalla mano sinistra e con la mano destra nell’atto di benedire alla maniera greca, cioè unendo pollice a anulare.

Nella piccola chiesa ci sono poi altri bellissimi affreschi bizantini sul tema della Natività. Il pellegrinaggio delle varie compagnie precedute ognuna da un proprio stendardo di appartenenza, inizia il sabato: dietro, le donne, i ragazzi e poi gli uomini. Tutti portano fiori e gli uomini portano spesso sulle spalle, in segno di penitenza, un grosso ramo di un albero raccolto lungo il percorso.

Dopo aver reso omaggio all’immagine della Trinità, le compagnie si sistemano nei dintorni della grotta e passano la notte a cantare fino alla domenica quando viene eseguito il tradizionale “pianto delle zitelle” cioè il racconto della passione di Cristo cantato da un gruppo di ragazze di Vallepietra.

Il 16 febbraio si ricorda l’apparizione della Ss. ma Trinità e, come consuetudine, dalla chiesa parrocchiale di Vallepietra, si sale in pellegrinaggio al Santuario. Questo è l’unico momento nei 6 mesi in cui il Santuario è chiuso (dal 3 novembre al 31 aprile) che si può visitare l’antico Santuario.

L’Apparizione della Ss. ma Trinità è legata a due leggende: una di origine popolare e l’altra di origine letteraria. La prima narra di un contadino che mentre arava il terreno in cima al colle della Tagliata vide cadere, nel sottostante precipizio, i buoi e l’aratro. Portatosi sul ripiano alla base della grande parete rocciosa vide, con grande meraviglia, i buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto della Trinità, apparso all’interno di una piccola grotta. La seconda leggenda, di carattere letterario, è stata trasmessa da una pergamena andata poi distrutta, ma della quale è pervenuta una copia. Due ravennati, residenti a Roma, si portarono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui furono visitati dagli apostoli Pietro e Giovanni che, sbarcati a Francavilla, avevano attraversato il Regno di Napoli. Un angelo apparso ai quattro portò loro dal cielo il cibo e fece scaturire dalla terra la sorgente. Il giorno seguente apparve la Santissima Trinità che benedisse il Monte Autore alla pari del Sinai e dei luoghi santi della Palestina.

Inoltre il 16 febbraio si celebra Santa Giuliana di Nicomedia, una Santa dell’Oriente e guarda caso all’interno della grotta è riportata la sua immagine, una figura che lega il Santuario all’oriente, tanto che alcuni studiosi fanno risalire a monaci orientali o eremiti la possibilità dell’origine del luogo di culto dedicato alla Santissima Trinità. L’atteggiamento benedicente alla maniera greca delle “Tre Persone”, venerate nel Santuario e la particolare toponomastica dei luoghi circostanti potrebbero avvalorare questa ipotesi. Infatti il monte posto di fronte al Santuario si chiamava sino al secolo scorso Sion ed infine il paese più vicino, dal versante abruzzese, è Cappadocia (come la regione orientale).

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