Brandizzo. Sconvolgente ultimo post dell’operaio prima di morire: “Sulla rotaia mi è uscito un crocifisso”

Una croce sull’acciaio incandescente. Impressiona l’ultimo post sui social di un operaio pubblicato poche ore prima di morire travolto da un treno. 

Il segno rimasto impresso sul binario dopo la saldatura è sconvolgente e interpella tutti.

Operai fa post impressionante prima di morrie
Photo TikTok: @michaelzanera

La storia è una di quelle che ti colpiscono come un pugno nello stomaco. È la storia di cinque operai travolti sui binari dove stavano lavorando nel cuore di una notte di agosto. Sono morti tutti. Il treno che li ha investiti nella notte tra il 30 e il 31 agosto non ha lasciato scampo a nessuno della squadra all’opera presso la stazione di Brandizzo, sulla linea ferroviaria tra Torino e Milano.

Cosa sia successo e perché il treno sfrecciasse a 160 chilometri orari spazzando via gli operai che si trovavano al lavoro sulla ferrovia resta ancora tutto da stabilire. Ma a colpire tutti non è stato solo il drammatico incidente che ha spezzato cinque vite (22 anni il più giovane, 53 il più vecchio).

L’incredibile segno della croce sul binario

Uno dei cinque operai morti si chiamava Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli. Aveva un profilo TikTok dove pubblicava, come tutti, foto e video. Poche ore prima dello schianto Michael ha postato un’immagine di fuoco e acciaio, gli elementi del suo lavoro da saldatore. Un mestiere duro, pesante, anche rischioso, a volte mortale come abbiamo visto.

@michaelzanera

❤️🙏❤️

♬ The Power Of Love – Frankie Goes To Hollywood

Solo che stavolta dalla fiamma ossidrica è emerso qualcosa di inconsueto, di mai visto prima: la saldatura aveva preso la forma di una croce. «È la prima volta – scrive il giovane saldatore in quello che sarà il suo ultimo post – che mi succede che mentre saldo la rotaia mi è uscito il crocifisso. Dio mi vuole dire qualcosa sicuramente, nonostante lo richiamo tutti i giorni ultimamente perché non è un bel periodo per me».

È stato l’ultimo post di Michael, una ventina di ore prima del tremendo schianto. In sottofondo scorre la musica di The power of love. Un segno” del cielo quella croce rimasta impressa nel binario lavorato dalla fiamma? Di certo non possiamo escluderlo. Certo fa scandalo anche solo pensarlo – ma Cristo in croce non è forse «scandalo» e «follia» come dice San Paolo? – in un tempo in cui sembrano essersi avverate queste parole di Pascal: «Gli uomini, non avendo potuto debellare la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno pensato, per rendersi felici, di non pensarci affatto».

Tutto un mondo oggi si è organizzato per vivere come se non si dovesse morire mai. Gli uomini, davanti all’inquietante enigma della morte, hanno pensato di poter dimenticare o forse perfino uccidere la morte, condannandola all’oblio. Eppur si muore. Ancora oggi, come sempre. Morire, per dirla con la fine ironia di Giorgio Gaber, non ha cessato di essere «un’antica usanza che suole aver la gente». Gesù stesso ci avverte più volte nel Vangelo di tenerci pronti alla fine dei nostri giorni terreni: «Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate» (Lc 12, 40). «Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà» (Mt 24, 44).

Un Dio che ci fa segno

Michael era comprensibilmente rimasto scosso – come lo siamo noi ora sapendo cosa è accaduto dopo – da quel crocifisso lasciato dalla saldatrice come una ferita aperta nell’acciaio incandescente. E che Dio volesse dirgli qualcosa attraverso quella croce apparsa in maniera imprevista tra le pieghe del metallo fuso deve essergli apparso chiaro: lo ha scritto lui stesso.

Operai posta immagine sconvolgente prima di morire
Michael Zanera – Photo TikTok: @michaelzanera

Oltre alla morte abbiamo dimenticato anche molto altro. Ad esempio che Dio parla anche attraverso segni. Segni di cui la Scrittura è disseminata: dalla nube che segnala la presenza di Dio alla croce stessa, segno dell’amore salvifico di Dio.

Ma segni di che tipo? Forse avvertimenti minacciosi? Il Dio cristiano è l’amore stesso. Se ci avverte è perché ci ama, non perché vuole impaurirci. Non una tenebrosa minaccia, la croce, ma segno di un incontro, di un passaggio dal tempo all’eternità che si fa prossimo, imminente. La sofferenza della Croce prelude alla gloria della Resurrezione: è la nuova Pasqua (da pesaḥ, che significa letteralmente «passaggio») con cui Gesù passa al Padre.

La croce e la saldatura: un invito a saldare i debiti, a lasciarsi riconciliare con l’amore concedendo e chiedendo perdono? Possiamo escludere anche questo? In fondo è anche il mestiere del saldatore: rinsaldare, cioè ricomporre, riunire, ricollegare. Su tutto regna naturalmente il riserbo dovuto al mistero insondabile del rapporto tra il Creatore e la sua creatura, ignoto a tutti se non a Dio stesso.

L’importanza di farsi trovare pronti

Di certo ci rimane questo invito: Estote parati, «Siate pronti». Un po’ come tener timbrato il “passaporto” che ci permette di entrare nella vita eterna. E il “timbro” qui non è niente altro che essere veri amici di Gesù. Finché siamo in vita – e cos’è la vita, poi, se non un treno che passa veloce? – non è mai troppo tardi per accettare la sua “richiesta d’amicizia”.

foto sconvolgente postata da operaio
photo web source

E c’è poco da barare perché, come ha ricordato Benedetto XVI, non basta dichiararsi amici di Gesù a parole. Non dimentichiamolo, ci dice Benedetto: «La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione». 

Gesù vuole che diventiamo suoi amici, non sudditi. Ennesimo messaggio d’amore di un Dio vincitore della morte. Davanti alla morte soltanto l’amore può spalancare una finestra sull’eternità.

Perché, come ha scritto Fulton Sheen in un libro che, curiosamente, si intitola The power of love come la canzone che fa da sottofondo a quell’ultimo post su TikTok, «la morte prova … che la vita ha significato, perché rivela che le virtù e la bontà esercitate nel tempo non trovano il loro compimento se non nell’eternità». Non per il tempo sono fatte le nostre opere, ma per l’eterno. Quella croce di luce e fuoco (tre potentissimi segni, guarda caso) incisa nell’acciaio lo ricorda anche a noi: la nostra patria è nei Cieli, non quaggiù sulla terra.

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