È davvero sconcertante decisione della UEFA: arriva una multa considerevole alla squadra Stella Rossa per aver mostrato un’immagine di Gesù. La motivazione è scandalosa.

Non ci si aspetterebbe mai qualcosa del genere, ma in realtà è accaduto davvero. Una coreografia sportiva che rappresentava un’immagine di Gesù è stata oggetto di una sanzione pecuniaria.
La decisione della UEFA, ovvero la Union of European Football Associations (Unione delle Federazioni Calcistiche Europee), l’organo di governo del calcio in Europa è arrivata pochi giorni fa. La UEFA ha multato la squadra di calcio serba FK Stella Rossa di 40.000 euro per una grande coreografia raffigurante Gesù esposta dai tifosi durante una partita di Europa League contro il LOSC Lille.
La UEFA sanziona con una multa considerevole la coreografia di fede: l’immagine di Gesù disturba
La coreografia raffigurava un’icona ortodossa di Gesù Cristo e uno striscione in lingua serba con la scritta “Che la nostra fede vi conduca alla vittoria“. La UEFA ha inflitto al club una multa totale di 95.500 euro, di cui 40.000 specificamente per lo striscione, definendolo “un messaggio ritenuto inappropriato per un evento sportivo” e “lesivo della reputazione e dell’integrità del calcio e della UEFA“.

I tifosi avevano realizzato con fogli di carta colorata un’immagine gigantesca e scenografica che presentava un’icona ortodossa di Gesù Cristo corredato da uno striscione in lingua serba per esprimere la loro fede. Niente di sconvolgente, sembrerebbe, perché non c’era nessun elemento offensivo nei confronti di nessuno, ma soltanto un’espressione dei propri sentimenti religiosi che investono tutti gli ambiti della vita, anche quello delle attività sportive.
Ma questo nel mondo, più che laico, laicista, non è stato visto di buon grado. Nessuna tolleranza verso l’espressione della fede religiosa, che non solo viene prontamente messa a tacere, ma proprio punita con una sanzione pecuniaria che sa di attacco.
Discriminazione verso la fede cristiana
Considerare che questa decisione appare chiaramente come una discriminazione verso la fede cristiana non è fuori luogo, perché tutto porta in questa direzione. Non solo la motivazione che non spiega realmente perché l’immagine di Gesù Cristo debba essere considerata inappropriata durante un evento sportivo. Forse solo perché si vuole che il pensiero non vada oltre l’immanente e l’umano da cui il riferimento al Dio cristiano distoglierebbe?
E non si comprende in che modo la stessa immagine possa ledere addirittura la reputazione e l’integrità della UEFA e dello sport del calcio in generale. Sui social la decisione di questa multa ha innescato molte reazioni, la gran parte delle quali di indignazione.
Il diavolo invece viene ben accolto
Tanto più se si considera che in un passato non lontano un’altra coreografia era stata accettata e non vi era stata nessuna sanzione al riguardo. Si tratta della rappresentazione di un diavolo rosso con corna, fiamme e ghigno demoniaco che occupava tutta una curva dello stadio, sempre durante una partita.

Questa coreografia è famosa e appartiene ai tifosi del FC Kaiserslautern, soprannominati “The Red Devils”, che in passato hanno realizzato questa imponente immagine con il diavolo alato. Sotto vi era una scritta alquanto inquietante: “Exaudi nos, Lucifer, et surge ex abisso, sume animas nostras” (“Ascoltaci, Lucifero, sorgi dall’abisso e prendi le nostre anime”).
Successivamente era stata riportata anche la scritta: “Ad lucem nos trahe, orbem mundi regna, surge ex flammis et appare” (“Guidaci verso la luce, regna sul mondo, sorgi dalle fiamme e manifestati”). Sono chiare invocazioni al maligno che sono state accettate senza nessun problema. È del tutto chiaro che la UEFA ha fatto una scelta precisa: rifiutare il Dio Amore e schierarsi dalla parte del male. Ma è un match in cui sappiamo che solo Gesù Risorto ha la vittoria.







