Satana se lo conosci, lo eviti! Storie da brividi: esorcismi e visioni dell’inferno

L’ultimo libro di Rita Sberna “Inferno, la tragica scelta” un viaggio da brividi che ci rende ancor più consapevoli che satana esiste.

anime dannate all'inferno
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Parlare del male oggi è diventato un tabù. Figurarsi parlare dell’inferno e di satana. I primi a trattare con riluttanza e timore il tema della dannazione eterna sono a volte gli stessi sacerdoti. Eppure, se ci si pensa bene, non può avere alcun senso parlare di salvezza, di gioia e d’amore, se non li si mettono a confronto con i loro esatti contrari.

“Inferno, la tragica scelta”: un libro che ci rende consapevoli che satana esiste

Affrontare la presenza del male e del demonio nella nostra vita è sicuramente una grossa montagna da scalare. A venirci incontro in questa impresa sono le Sacre Scritture, il Catechismo, le apparizioni mariane e le vite dei santi. Un bagaglio di risorse non da poco ma è necessaria la nostra collaborazione per un viaggio che si prospetta lungo e impegnativo. Lo sforzo più grande che ci attende è all’inizio del percorso: una volta che si è detto di sì a Dio, la strada rimane in salita ma – potremmo dire – la pendenza comincia a diventare più dolce.

L’ultimo libro di Rita Sberna è un ottimo manuale per chi voglia intraprendere questo viaggio. Imparare a discernere il bene, apprendendo cos’è il male. Inferno, la tragica scelta (Edizioni Segno) è il titolo del denso e appassionante saggio che la giovane giornalista e blogger ha dato alle stampe, con la prefazione di monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo emerito di Ascoli Piceno.

Il Vangelo parla chiaro

Nel clero moderno, una “specie in via d’estinzione” è l’esorcista. È sempre più difficile trovare nelle nostre diocesi un sacerdote formato all’immane compito di scacciare i demoni. Eppure, il carisma di personaggi come quello di padre Gabriele Amorth (1926-2016), di cui Rita Sberna riporta un’intervista rilasciata poco prima della morte, è ancora ben impresso nella memoria di molti di noi.

È il Vangelo per primo a ricordarcelo: Gesù conferisce ai suoi discepoli il potere di scacciare i demoni (Mc 16,17-20) ma il primo esorcista della storia è Lui stesso. Gli esorcismi di Gesù non sono tutti uguali: un giorno fa perire una legione di demoni, precipitandola da una rupe assieme a una mandria di porci (Mt 8,24-34); in un’altra occasione guarisce un uomo dal mutismo (Lc 11,14-26); quando incontra un ragazzo epilettico, ricorda ai discepoli che quella specie di demoni si combatte soltanto con la preghiera e il digiuno (Mt 17,14-21).

Una madre buona che ci ammonisce

La nostra principale alleata nella lotta contro satana, come è noto, è Maria Santissima. Non è un caso che un gran numero di veggenti coinvolti nelle apparizioni mariane, hanno avuto visioni dell’inferno. A Fatima, il 13 luglio 1917, la Madonna mostra ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta i tormenti delle anime dannate. Lo fa per prevenire l’avvento dell’inferno sulla terra attraverso le guerre e le persecuzioni contro la Chiesa.

A Kibeho, nei primi anni ’80, Maria ha mostrato ai veggenti immagini di morte e distruzione, che prefiguravano in modo impressionante quanto avvenuto una dozzina d’anni dopo con la guerra civile in Ruanda. Nel 1982, secondo anno di apparizioni a Medjugorje, la Vergine mostrò paradiso, inferno e purgatorio ai veggenti Vicka, Marja e Jakov, mentre Mirjana ebbe una visione di satana. Un viaggio fuori dall’ordinario, eppure dalla finalità molto semplice: testimoniare al mondo che la vita non si ferma con la morte corporale. Senza contare le innumerevoli volte che la Madonna ha messo in guardia l’umanità da satana, nei suoi messaggi durante le apparizioni.

La buona battaglia dei santi

Tra coloro che hanno affrontato un viaggio all’inferno c’è Santa Faustina Kowalska (1905-1938), che nel suo diario scrive: “Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio”.  Anche Santa Teresa d’Avila (1515-1582) ebbe terrificanti visioni dell’inferno, venendo insidiata dalle tentazioni del maligno.

Santa Veronica Giuliani (1660-1727) venne condotta nientemeno che alla presenza di Lucifero, mentre la beata Anna Caterina Emmerick (1774-1824) profetizzò che Lucifero sarebbe stato liberato dalle catene “cinquanta o sessant’anni prima degli anni 2000 dopo Cristo, per un certo tempo”: né più né meno la nostra epoca!

Santa Gemma Galgani (1878-1903) fu addirittura fisicamente percossa dal demonio, che minacciò di distruggere i suoi appunti spirituali. Arcinote sono le vessazioni diaboliche patite da San Pio da Pietrelcina (1887-1968).

Scacciare il demonio dalla propria vita

Ci sono persone che sono rimaste possedute dal demonio praticamente per tutta la vita. In tempi relativamente recenti, il caso più clamoroso è stato quello di Annaliese Michel (1952-1976), la quale previde il giorno esatto in cui effettivamente sarebbe morta. Le frasi estorte dagli esorcisti ai demoni che l’avevano posseduta fanno accapponare la pelle; una su tutte è attribuita a un dannato, costretto a dire la verità: “La Comunione sulla mano deve essere abolita! Questa è opera mia!”. Incredibilmente, la vicenda della Michel non sarebbe conseguenza di pratiche esoteriche o di occultismo. Saremmo, piuttosto, dinnanzi a un sacrificio voluto dal cielo per l’espiazione dei peccati ricorrenti a quell’epoca. A lei è stato ispirato il film L’esorcismo di Emily Rose.

Accanto a questa storia inquietante, Rita Sberna riporta alcune testimonianze di persone sfuggite alle grinfie del demonio: Francesco Vaiasuso, posseduto da 27 legioni di demoni, a seguito di un maleficio; Paola, scappata da una setta satanica, con tanto di riti voodoo, in cui era stata trascinata dal suo fidanzato; Tonia, liberata dal demonio una volta salita alla collina delle apparizioni, a Medjugorje, dove afferma di aver visto la Madonna; Monica, anch’essa vittima di un fidanzato aguzzino e posseduto, salvatasi dopo sei anni da incubo grazie alla recita del Rosario.

Nessuna manifestazione del demonio, ovviamente, è uguale alle altre. Le possessioni diaboliche ne rappresentano la forma più clamorosa e straordinaria e sono molte rare. Le vessazioni e le ossessioni sono più frequenti e possono dipendere da malefici o dalla frequentazione di ambienti pervertiti, dai cartomanti fino alle sette sataniche. Di fronte a ciò, comunque, Dio dona all’uomo una buona munizione di armi con cui difendersi. La più potente di queste armi è la certezza che Gesù è infinitamente superiore al demonio.

Luca Marcolivio

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