Sapete qual è l’esorcismo più potente?

 

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Padre Cantalamessa ci spiega il modo più efficace per allontanare il demonio

In un periodo storico dove la razionalizzazione della realtà ha tolto peso alla figura del demonio, il paradosso risiede nella sua presenza più costante in contesti laici. Partendo da questo spunto Padre Raniero Cantalamessa ha pubblicato una riflessione a riguardo. Il sacerdote si chiede inizialmente se al giorno d’oggi la presenza del demonio è costante come lo era nel medioevo e nei secoli precedenti.

Questo interrogativo lo porta a distinguere la presenza del demonio nella società in due livelli ben distinti: quello della credenza popolare e quello intellettuale. Se nel primo caso, afferma, non ci sono più le cacce alle streghe e non si fanno più roghi, a livello intellettuale c’è stata un abiura della figura del demonio, a conferma di ciò ci cita l’autore della demitizzazione, R.Bultmann, che a riguardo dice:” Non si può usare la luce elettrica e la radio, non si può ricorrere in caso di malattia a mezzi medici e clinici e al tempo stesso credere al mondo degli spiriti”.

Parlavamo del paradosso dell’allontanamento della figura del demonio e della contemporanea presenza come fenomeno sociale diffuso. A questo riguardo Padre Cantalamessa sostiene che il motivo per cui al giorno d’oggi è così difficile individuare il demonio è perché lo si cerca nei libri, ed il demonio si sa va alla ricerca di anime. Il demone si annida, dunque, dove meno te lo aspetti e il modo di stanarlo è legato alla conoscenza pratica e non teorica.

A livello popolare la cosa è ben diversa, come detto, per fortuna non siamo più al tempo dei roghi e delle inchieste, Padre Cantalamessa fa mea culpa riconoscendo che in passato la Chiesa ha errato nel vedere il demonio dietro ogni angolo e fortifica questa sua affermazione citando Sant Agostino: “Quando viene accusato, il diavolo ne gode. Addirittura, vuole che tu lo accusi, accetta volentieri ogni tua recriminazione, se questo serve a distoglierti dal fare la tua confessione!”.

Partendo dunque dalla condanna dell’eccessiva ricerca del demonio da parte della Chiesa in passato, il sacerdote invita i laici a diffidare da coloro i quali offrono servizi a pagamento per liberarli da presenze spiritiche (la Chiesa stessa ha cercato di scoraggiare questa pratica ma sembra che il monito della Santa Sede sia servito a poco). Il padre si interroga sul motivo di questo fenomeno e conclude che si tratta di una semplice superstizione.

 

Infine ci consegna la ricetta per allontanare il demonio senza ricorre a falsi ministri e lo fa spiegando il passo del vangelo in cui Gesù allontana lo spirito immondo dall’indemoniato: “Prima ancora che Gesù, quel giorno nella sinagoga di Cafarnao, dicesse qualcosa, lo spirito immondo si sentì snidato e costretto a venire allo scoperto. Era la “santità” di Gesù che appariva “insostenibile” allo spirito immondo. Il cristiano che vive in grazia ed è tempio dello Spirito Santo, porta in sé un po’ di questa santità di Cristo ed è proprio essa che opera, negli ambienti in cui vive, un silenzioso ed efficace esorcismo.