Santuario di Maiori: lo splendido luogo di preghiera tra mare e montagna

Il Santuario della Madonna Avvocata di Maiori è legato all’incredibile vicenda di un pastore che si fece eremita pur di seguire Maria, che gli apparse più volte. 

Santuario di Maria Santissima Avvocata di Maiori
Santuario di Maria Santissima Avvocata di Maiori – photo web source

Il santuario è una forte meta di pellegrinaggi per gli abitanti dell’area di Maiori, provincia di Salerno in Campania, che si svolgono in modo particolare di estate, oppure il lunedì dopo la Pentecoste, giorno in cui la statua della Vergine viene portata in processione dalla chiesa alla grotta in cui apparve, mentre il popolo intona “Evviva Maria” e “Osanna”, spargendo migliaia di petali di rosa. Il santuario è aperto alla celebrazione anche ogni terza domenica del mese, da aprile ad ottobre.

La splendida posizione panoramica tra i monti e il mare

A causa della sua splendida posizione panoramica tra i monti e il mare, il santuario è anche frequentato da turisti e amanti del trekking. Per arrivarci, infatti, è necessario superare un sentiero che parte dal piazzale dell’abbazia benedettina di Cava de’ Tirreni, attraversa boschi di castagni, segue la linea costiera offrendo un sensazionale panorama sul golfo di Salerno e sulla Costiera Amalfitana.

La chiesa ha una semplice facciata in mattoni rossi, con all’interno affreschi che raffigurano san Romualdo e la Madonna Assunta. Sopra l’altare, collocata in una nicchia, la nuova statua della Madonna, realizzata negli anni quaranta dagli artigiani di Ortisei. Fu Papa Giovanni Paolo II a benedirla e incoronarla in piazza San Pietro il 3 aprile 2002.

La statua statua viene portata in processione fino all’altare della grotta

Al termine della celebrazione dalla Messa, la statua viene portata in processione fino all’altare della grotta sottostante. Le celebrazioni ricordano infatti le vicende miracolose avvenute a Gabriele, l’uomo a cui Maria apparve e che decise di diventare eremita per seguire la Vergine fino in fondo, che morì in concetto di santità nel 1521 all’età di ottant’anni.

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Il suo corpo fu sepolto nella grotta, secondo il suo volere, e nel 1612 fu traslato nella chiesetta e lì venerato dai fedeli che si recavano ad onorare la Madonna. L’eremo continuò a sopravvivere anche dopo la sua morte, fino a che il comune di Maiori l’affidò ai monaci camaldolesi di Montecorona. Questi vissero in questo luogo splendido e mistico fino alla soppressione napoleonica del 1807.

Il quadro miracoloso esposto alla venerazione dal beato Gabriele

Sul posto venne infatti realizzata una postazione militare, e con il tempo si distrusse tutto. Ma quando intorno al 1890 sia il monte che l’eremo furono donati ai padri benedettini della Badia di Cava, questi ricostruirono la Chiesa e anche in parte lo stesso eremo, grazie all’opera di padre Romano Iannelli.

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Nella chiesa venne così esposto alla venerazione dal beato Gabriele il quadro miracoloso,  ma con il tempo andò rovinato, così nel 1654 una copia fedele fu posta nelle grotte di Bonea in San Cesareo di Cava dei Tirreni, a Salerno. Lì è possibile visionarla ancora oggi, dove è venerata da migliaia di fedeli e dove si sono registrate negli anni numerosissime grazie.

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Una statua in legno dorato, scolpita a Napoli, venne invece messa alla venerazione sul monte Falesio il 21 aprile 1590, poi assegnata alla Collegiata di Maiori dove si trova ancora oggi. La statua che in sua sostituzione vi posero i benedettini finì bruciata da un fulmine il 3 ottobre 1937. Al suo posto l’Abate Rea, della Badia di Cava e ricostruttore di Montecassino, ne commissionò un’altra, la stessa che ancora oggi si venera sul monte Avvocata.

Giovanni Bernardi

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