Il Santuario della Madonna di Porto Salvo è legato alla vicenda dell’eremita ligure Andrea Anfossi, catturato da pirati calabresi convertiti all’islam.
L’uomo venne imprigionato a Tunisi e scappò a Lampedusa. Grazie al quadro miracoloso di Maria ritrovato in una grotta, Anfossi riuscì a ritornare in Liguria e costruire Il Santuario della Madonna di Porto Salvo. A lei dedicato in conseguenze del voto fatto dall’uomo in precedenza.
La Madonna di Porto Salvo è così la Santa patrona di Lampedusa e gli abitanti onorano la sua festa ogni anno il 22 settembre, portando in spalla la pesante effige di 150 chili da uomini di fede verso Maria che gridano “evviva” mentre percorrono le strade cittadine. Questa particolare festa ha origini che nascono in un tempo molto antico e riportano a vicende accadute durante la seconda guerra mondiale.
Un bombardamento infatti rase al suo l’intera isola. La statua della Madonna però, che si trovava dentro un piccolo santuario di campagna, restò illesa. Quel bombardamento non fece vittime nemmeno tra i lampedusani. Che, riconoscenti, ricostruirono il Santuario. Da quel momento ogni anno gli abitanti di Lampedusa si recano al Santuario per pregare la Vergine e celebrare la messa in onore della Madonna.
La popolazione di Lampedusa cominciò a frequentare il santuario con grande devozione, e ben presto si capì che era troppo piccolo per contenere tutti. Così si organizzò una processione, durante la quale l’immagine di Maria venne portata fino alla chiesa parrocchiale.
Da quel momento in poi la processione ebbe luogo ogni prima domenica del mese di settembre, dando origine a un culto pubblico di grande importanza per l’Isola e per l’Italia intera. Il popolo lampedusano grazie alla Vergine aveva così la possibilità di onorare in maniera pubblica la Madonna e di partecipare alla Santa Messa. Prima del ritorno dell’immagine al santuario il giorno seguente, il 23 settembre.
Le prime notizie risalenti al Santuario della Madonna di Porto Salvo, tuttavia, riportano all’inizio del 1200, ai tempi delle crociate. Tuttavia la prima vera testimonianza storica risale al 1569, e alla cappella consacrata a Maria in una grotta ritrovata dal ligure Andrea Anfossi alla radice del Vallone della Madonna, dopo essere scappato dalle grinfie di pirati come Uluch Alì, meglio conosciuto anche come “Alì il Rinnegato”.
Oggi dentro il santuario, uno dei più importanti luoghi di valore storico e archeologico dell’isola di Lampedusa, sono ancora perfettamente visibili le pavimentazioni originali, in pietra grezza. Insieme anche agli incavi della grande mola che all’epoca veniva usata per la macinatura del grano.
Giovanni Bernardi
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