Santuario Madonna del Pianto: dove ci fu violenza ora c’è salvezza

Il Santuario della Madonna del Pianto è legato al miracolo che vide protagonista un giovane che dopo avere assistito a un crimine venne duramente mutilato. 

Santuario della Madonna del Pianto
Santuario della Madonna del Pianto – photo web source

Il santuario si trova ad Albino, in provincia di Bergamo in Lombardia, si trova sulla via omonima ed è stato edificato nel diciannovesimo secolo. Ma un primo edificio di piccole dimensioni e dedicato alla Santa Croce, era già presente nell’undicesimo secolo, per essere ampliato nel quindicesimo secolo e dedicato alla Vergine Addolorata.

L’edificio nato con lo straordinario miracolo

L’edificio rappresenta un ringraziamento alla Madonna per una guarigione considerata miracolosa accaduta, e  fu visitato da san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, il 25 novembre 1575. Questi ordinò che fosse demolita l’antica edicola che era posta all’esterno che era intitolata alla Madonna della Gamba, ma l’ordine non fu eseguito, e la porzione del santuario continuò ad essere ben conservata e adornata.

Rosale invece sempre al sedicesimo secolo il complesso scultoreo del Compianto sul Cristo morto con la statua dell’Addolorata, che tiene il Figlio tra le braccia, completata dalle statue dell’evangelista Giovanni e di Maria Maddalena, dipinta nel 1599 da Valerio Lupi, anche se nel tempo subì numerosi ritocchi e ripitture.

La devozione alla Vergine che fece ampliare il santuario

La grande devozione per la statua della Madonna portò nel 1898 all’ampliamento della piccola cappella. In seguito ci fu anche l’abbattimento del muro del presbiterio. grazie a cui venne creata la nuova abside dove fu collocata la tela della Pietà di Enea Salmeggia. Poco dopo, nel 1916, alla statua della Madonna fu posta una corona dorata ornata di pietre preziose.

Il sagrato si affaccia sulla strada provinciale della val Seriana, e prosegue sul lato sinistro per collegarsi alla piazza attigua. Il lato destro, invece, è delimitato dalla strada comunale. La facciata è composta da una parte centrale più alta rivolta verso ovest, e il timpano triangolare è sostenuto da sue lesene ornate con capitelli corinzi.

L’interno del santuario e le splendide opere d’arte conservate

Lateralmente alla parte frontale si trovano due corpi di fabbricato di altezza inferiore, mentre i tre fabbricati presentano verso il sagrato il passaggio di cinque vani di forma rettangolare. Per accedere alla appella detta del Miracolo è necessario passare dal pronao, alla sinistra alla cancelleria, mentre l’entrata principale è posta centralmente. Si accede infatti all’interno, composto da tre navate a croce latina, da una bussola di legno.

I transetti terminano con le cappelle a pianta strombata, illuminate da finestre semicircolari che si trovano sulla parete di fondo, nel punto dove vi sono i due altari. Il presbiterio presenta la volta a botte decorata, e l’altare maggiore è posto nell’abside semicircolare, in cui si trova anche la pala d’altare di Enea Salmeggia, completamente dipinta a fresco e suddivisa in spicchi, raffiguranti angeli e i simboli della passione.

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I dipinti del presbiterio, inoltre, si ripetono nella pittura a fresco della volta, opera di Giovanni Battista Azzola, e le tre navate divise da pilastri e da quattro colonne sono completamente dipinte e decorate a stucco. Infine la cupola presenta un affresco con la vita di Maria e l’Incoronazione, e nei quattro pennacchi vi sono raffigurati i quattro evangelisti.

Di fondamentale importanza all’interno del santuario è il dipinto di Giovan Battista Moroni, Cristo che porta la Croce, eseguito dall’artista nel 1565 per la chiesa di San Rocco, sempre ad Albino. Durante il secondo conflitto mondiale l’opera venne trasferita nel santuario.

Giovanni Bernardi

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