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Santuari al mare: oggi andiamo alla Chiesa “Santa Maria della Libera” a Castellammare di Stabia

Ecco lo straordinario luogo che vi suggeriamo oggi, come meta per le vostre vacanze, per ricaricarvi non solo nel fisico ma anche nello spirito.

Interno del Santuario della Madonna della Libera – photo web source

Le Regioni d’Italia che si affacciano sul mare offrono la possibilità di visitare dei Santuari o Eremi che sono dei veri e propri paradisi, dove rinfrancare anima e corpo. Ecco il luogo che vi suggeriamo oggi, per organizzare una giornata o un fine settimana in pace, godendo della grazia di questo santuario e della bellezza del creato tutto intorno.

I Santuari al mare

La necessità di riprendere in mano la nostra vita, dopo un anno di lockdown, si fa sentire. Davanti ad un’estate che è iniziata, c’è anche la voglia di tornare a viaggiare, anche per poter staccare la spina, e ricaricarsi, anche dal punto di vista spirituale.

L’Italia ha la fortuna di avere la maggior parte dei territori che affacciano sul mare. Offre opportunità turistiche di diversa natura, anche dal punto di vista religioso. Quando parliamo dei cosiddetti “Santuari al mare”, ci vengono in mente posti e luoghi dove la natura abbraccia la fede creando quel posto ideale per chi ha necessità di fermarsi un attimo e di alzare lo sguardo a Dio.

Castellammare di Stabia: il Santuario della “Madonna della Libera”

Situato nel comune di Castellammare, in provincia di Napoli, è ubicato nella frazione denominata proprio Madonna della Libera, in una zona chiamata “Camarelle”, sul monte San Cataldo.

Intorno al X secolo, qui si sviluppò una piccola comunità di monaci benedettini. Essi raffigurarono, in una nicchia naturale, la Madonna con in braccio un bambino e ai suoi lati i santi Giovanni Evangelista e Cataldo. Tra il XII ed il XIII secolo, i monaci abbandonarono la zona ed il dipinto venne coperto da un muro. Su di esso venne affrescata la stessa immagine, con una differenza: alla sinistra della Vergine era raffigurato San Catello.

Nel XV secolo la proprietà venne venduta ad una signora del posto, tale Isabella del Giglio. Ella fece costruire, intorno alla roccia dipinta, una piccola cappella, dedicata a San Cataldo, probabilmente in seguito ad un evento miracoloso.

Un tempio abbandonato e donato poi ai cappuccini

Nel 1819 il tempietto versava in condizioni di degrado ed abbandono tanto che il vescovo, ne decise la chiusura. L’anno 1897 è il periodo durante il quale la chiesa venne donata ai frati cappuccini. Nel 1939, a seguito di lavori di ristrutturazione, il muro sul quale era affrescato il dipinto venne asportato, riportando così alla luce il dipinto originario, visibile ancora oggi.

A partire dal 1965, la chiesa venne ampliata assumendo l’attuale forma. Negli anni ’80, inoltre, è stato anche costruito un ostello per ricevere i fedeli, e diverse sale per riunioni.

esterno del Santuario – photo web source

La “Madonna della tenerezza”

Sull’altare maggiore è posto il dipinto che dà il nome al Santuario: si tratta della “Madonna della Tenerezza”, meglio conosciuta come Madonna della Libera, con in braccio un bambino ed ai lati Giovanni Evangelista e san Cataldo.

Una Chiesa che si affaccia sul mare, antistante le coste laziali. Un vero e proprio connubio fra natura e fede.

LEGGI ANCHE: Santuari al mare: oggi andiamo alla Chiesa “Santa Maria del Mare” a Lignano Sabbiadoro

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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