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Santo Padre è arrivato in Georgia: l’abbraccio col Patriarca Ilia


Papa Francesco è arrivato in Georgia: l’aereo papale è atterrato nell’aeroporto di Tblisi alle 12.55. E’ iniziato così il suo 16.mo viaggio internazionale che lo porta di nuovo nel Caucaso, dopo la tappa in Armenia a giugno. Domenica concluderà la visita in Azerbaigian. In un tweet di stamattina aveva scritto: “Oggi parto per la Georgia e l’Azerbaigian. Accompagnatemi con le vostre preghiere per seminare insieme pace, unità e riconciliazione”. Il Pontefice è stato accolto da un coro di giovani che con entusiasmo hanno acclamato: “Papa Francesco! Papa Francesco … !”. “Pace a Voi” è il motto di questo viaggio dal forte significato ecumenico e interreligioso. Ad accogliere Francesco, a 17 anni dalla visita di San Giovanni Paolo II, il presidente georgiano Margvelashvili con la consorte, le autorità civili e religiose, tra cui anche l’anziano Patriarca ortodosso di tutta la Georgia, il Catholicos Ilia II: il Papa lo ha abbracciato calorosamente. Il servizio della nostra inviata Gabriella Ceraso:

Tbilisi è pronta. Questa città antica e affascinante del Caucaso, attraversata dalle acque del fiume Kura e disseminata di chiese e monasteri, oggi rallenterà i suoi ritmi frenetici e, tra vicoli e piazze arabeggianti, palazzi dalle tinte ancora sovietiche, accoglie Papa Francesco.

Un pellegrinaggio di poche ore, ma dai tanti risvolti. Perché il Caucaso è una zona tutt’altro che marginale per la fede cristiana, qui in dialogo con altre confessioni e religioni di maggioranza, ma anche per gli equilibri politici. Turchia, Russia, Medio Oriente sono vicini ingombranti, la pace è dunque una parola chiave. “Vengo a incoraggiarne sentieri e speranze” aveva detto il Papa a giugno scorso; ”la pace richiede tenacia e passi continui”, a ciascuno spetta dare un contributo.  E probabilmente su questo tema articolerà i dieci discorsi in programma fino a domenica.

La prima tappa del Papa sarà al Palazzo presidenziale, quando a Roma saranno le 14, poi al Patriarcato ortodosso, per un incontro col Catholicos Ilia II, da 39 anni alla guida della Chiesa autocefala apostolica georgiana. Ultima tappa del giorno, la preghiera nella piccola chiesa di San Simone il Tintore dove sono riuniti i siro-caldei di tutto il mondo.

Domani invece l’attesa è tutta per la Messa allo stadio Meskhi cui parteciperà – importante segno ecumenico – anche una rappresentanza della Chiesa ortodossa. Mentre il pomeriggio sarà dedicato all’abbraccio con i fedeli di rito latino e armeno nella cattedrale dell’Assunta e poi alla carezza ai malati e agli operatori della carità nella grande struttura sociosanitaria dei Camilliani, alla periferia di Tbilisi.

Il viaggio di Francesco in Georgia si chiuderà con la suggestiva visita alla cattedrale di Mtsketa, là dove si dice sia custodita la tunica di Gesù, luogo sacro agli ortodossi e alla nazione. Quindi domenica mattina la partenza per l’Azerbaigian.

 

Sono oltre 200 i giornalisti georgiani e internazionali finora accreditati a seguire la visita del Papa in sala stampa a Tbilisi. Un’attenzione che non si riscontra per le strade, tranne che nei luoghi che il Papa visiterà: in particolare nelle parrocchie, dove il suo volto sorridente risalta in grandi manifesti. “Non ci saranno grandi folle ma pochi fedeli preziosi”, dice padre Akaki Chelidze, portavoce dell’Amministrazione apostolica del Caucaso per i latini:

“Cerchiamo di far giungere la nostra voce ai più, invitandoli a questo grande evento che qua ha una risonanza da quella che ci si potrebbe aspettare in un Paese a maggioranza cattolica o con una forte presenza cattolica. Noi siamo fiduciosi che la gente sarà motivata e se non sarà una grande folla sarà gente di grande amicizia nei riguardi della Chiesa cattolica e nei riguardi del Papa”.

Fonte: radiovaticana

Emanuele

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