Oggi 6 ottobre, Santa Maria Francesca: la sedia delle grazie nella sua casa a Napoli

Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, una piccola casa custodisce la memoria di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe. È qui che si trova la famosa sedia sulla quale ancora oggi tante donne si siedono in preghiera chiedendo il dono della maternità.

primo piano santa maria francesca

A Napoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, c’è una piccola casa diventata meta di pellegrinaggio per tantissime persone. È la casa-santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, conosciuta affettuosamente come la “Santarella”, dove ancora oggi molti fedeli si recano per affidarle le proprie intenzioni.

Tra le devozioni più note c’è quella legata a una semplice sedia appartenuta alla santa. Da generazioni, soprattutto le donne che desiderano avere un figlio, si siedono su quella sedia e pregano chiedendo per intercessione di Santa Maria Francesca il dono della maternità. La stanza è diventata così un luogo carico di preghiera, testimonianze ed ex voto.

Santa Maria Francesca, la giovane napoletana che scelse la vita religiosa

Fin da giovane sentì la chiamata alla vita religiosa, ma il padre, violento, voleva impedirglielo e costringerla a sposarsi. Lei però si rifiutò ed entrò come terziaria nell’Ordine della Riforma di san Pietro d’Alcantara. Quindi prese il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe, e rimase nel mondo secolare.

santa maria francesca con il crocifisso in mano
lalucedimaria.it (photo: santamariafrancescanapoli.it)

Il riferimento alle Cinque Piaghe di Gesù era per esprimere la sua profonda devozione alla Passione del Signore. Andò a vivere nella sua casa di Vico dei Tre Re a Toledo insieme ad un’altra terziaria come lei e svolse il lavoro di governante del suo padre spirituale.

Santa Maria Francesca era una mistica a cui era stato dato il dono della profezia. Molte persone si rivolgevano a lei per avere sostegno e consiglio. Crebbe la sua fama di santità e per questo veniva chiamata la “Santarella”.

Tra gli eventi che ha profetizzato c’era la Rivoluzione francese. Sembra anche che abbia ricevuto le stimmate per cui soffriva tutta la Quaresima e i venerdì.

La sedia di Santa Maria Francesca: perché tante donne si siedono e pregano

Dotata di vera umiltà, Santa Maria Francesca viveva i suoi doni mistici nel nascondimento, e furono tante le sofferenze che dovette affrontare nella sua vita. Oltre alle malattie anche le vessazioni da parte del demonio con cui ha dovuto lottare a lungo.

Offriva tutti i suoi dolori per la conversione dei peccatori. La sua sedia era un rifugio nel quale cercava ristoro e riposo dalle tante fatiche. Proprio questa sedia adesso è oggetto di una pratica che si svolge da molti decenni. Posta al piano superiore della piccolissima casa, ora santuario, della santa, aiuta nella preghiera le donne che cercano il dono di un figlio.

Sono tante coloro che si recano lì e, accompagnate da una delle suore che vivono in quella casa trasformata poi in convento e in santuario, vengono fatte accomodare sulla sedia e viene fatta su di loro una preghiera con una reliquia di Santa Maria Francesca.

Sono numerosissime le grazie effettivamente ricevute da parte di donne con problemi di infertilità e che attendevano di diventare madri da tanto tempo. Gravidanze sorte dopo essersi sedute su quella che nella tradizione popolare napoletana è definita la “sedia della fertilità“.

A testimonianza di questo ci sono i tantissimi ex voto che ricoprono interamente una stanza e parti delle pareti del corridoio che porta alla sedia. Si tratta in prevalenza di fiocchi, rosa o azzurri, realizzati per gratitudine e per testimoniare la grazia ricevuta per intercessione della santa.

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La morte di Santa Maria Francesca e la grande devozione dei napoletani

Santa Maria Francesca morì il 6 ottobre 1791, all’età di 76 anni. Ai suoi funerali accorse una folla immensa e, quando la bara giunse in chiesa, molti fedeli cercarono di ottenere a ogni costo una reliquia della santa. La situazione divenne così concitata che fu necessario l’intervento delle Guardie del Corpo del Re. Un segno della profonda devozione che già in vita aveva suscitato tra i napoletani.

Fu beatificata nel 1843 e canonizzata nel 1867 da Papa Pio IX.

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