Oggi ricordiamo un Vescovo coraggioso – San Federico di Utrecht- che non ebbe paura di sfidare i potenti del suo tempo per difendere la verità del Vangelo, pagando con la vita il prezzo della fedeltà a Cristo.
La figura di San Federico di Utrecht si colloca nell’Olanda del IX secolo. Fu tenace nel combattere il paganesimo dilagante e gli incesti che vi si perpetravano a quell’epoca.
Il Martirologio Romano sottolinea che San Federico “rifulse nello studio delle Sacre Scritture e mise cura e impegno nell’evangelizzazione dei Frisoni”. Con grande probabilità nacque in Frisia da una nobile famiglia di origine inglese. Si dice che fosse il nipote del re dei Frisi, Redbaldo.
Fu ordinato sacerdote e gli fu dato l’incarico di educare i catecumeni. Era considerato un uomo di grandi virtù. Quando morì il vescovo Ricfrido, fu scelto proprio lui come successore per guidare la diocesi di Utrecht e svolse il suo ministero episcopale tra l’825 e l’828.
Federico fu un grande pastore e si occupò con tenacia e impegno della cura delle anime che gli erano state affidate. Si dedicò strenuamente all’evangelizzazione dei Frisi. Sant’Odulfo, che divenne poi il suo biografo, lo accompagnò nelle missioni.
Infatti andava a predicare in giro e si recò nell’isola di Walcheren in Zelanda. Conobbe il monaco benedettino Rabano Mauro, anch’egli divenuto poi santo, e con lui intrattenne una fitta ed erudita corrispondenza. A lui dedicò il suo commento al Libro di Giosuè.
Era l’epoca dell’impero di Ludovico Pio e sorgevano spesso guerre civili e faide familiari interne alla casa reale. Inoltre in Frisia, dopo l’invasione Normanna, era rifiorito il paganesimo e con esso pratiche abominevoli come i matrimoni incestuosi.
San Federico si trovò a dover affrontare questi grossi problemi e riaffermare la fede contrastando vivacemente queste azioni delittuose.
La morte di questo santo vescovo è avvolta nel mistero, ma diverse fonti propendono per considerarlo un martire. Sembra infatti che abbia rimproverato l’imperatore per aver preso un’altra moglie nonostante la prima fosse ancora in vita, diventando di fatto bigamo.
L’accusa di adulterio non piacque all’imperatore, che lo fece assassinare il 18 luglio 838. Alcune fonti narrano che i sicari furono mandati dalla seconda moglie dell’imperatore e che lui fu ucciso mentre stava celebrando la messa.
Secondo altre fonti, però, l’assassinio del Santo è da attribuire ad un nobile dell’isola di Walcheren, dove Federico andava a predicare, anche lui rimproverato per i suoi peccati.
San Federico fu sepolto nella cripta della chiesa del Santissimo Salvatore di Utrecht e fu da subito venerato in diverse località dei Paesi Bassi e a Fulda. Con il passare del tempo delle sue spoglie rimase solo il cranio che, nel 1362, fu staccato dal corpo del santo e racchiuso in un prezioso reliquiario realizzato in oro e argento per essere esposto alla venerazione pubblica.
C’è da pregare San Federico, che contrastò con tanta forza le idolatrie pagane, per le nuove forme di paganesimo che dominano la società attuale e che si diffondono a macchia d’olio in misura sempre crescente.
O Signore, fa’ che per l’intercessione dei tuoi santi,
e in particolare del Vescovo San Federico di Utrecht
che contribuì all’evangelizzazione con il suo vescovato,
l’humanità ritorni alla pratica della fede cristiana
per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio,
a lode e gloria del tuo nome ed il trionfo della Chiesa.
Amen.
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