Terziaria francescana, santa Rosa da Viterbo fu una mistica ed era nota per le sue doti di predicatrice, con coraggio difese il pontefice attaccato.

Il 6 marzo ricorre la memoria liturgica di santa Rosa da Viterbo. Era una ragazza bella e giovane e fu una mistica venerata da tutti. L’epoca in cui visse è il XIII secolo in quella zona del Lazio che appunto è Viterbo.
Nacque nella cittadina laziale intorno al 1233 -34 da una famiglia di umili condizioni e a 17 anni scelse di divenire Terziaria francescana in seguito ad una visione: viveva, infatti, esperienze mistiche.
Santo di oggi 6 marzo: Santa Rosa da Viterbo, terziaria, mistica e predicatrice in difesa del papa
Fin dall’infanzia manifesta di aver ricevuto doni soprannaturali. Ha spesso visioni della Madonna e soffre misteriosamente. Ma non sono solo i carismi mistici a renderla particolare: ha anche una propensione alla carità molto forte.
Anche se in famiglia c’è poco cibo, lei si priva del suo per darlo a chi ne ha più bisogno. Si narra un episodio prodigioso: quando un giorno il padre, che sospetta che lei dia via il cibo, le chiede di vedere cosa nasconda nel suo grembiule, Rosa per obbedienza lo apre e il pane che era contenuto si trasforma immediatamente in bellissime rose.
La sua vita sarà molto breve, ma intensissima. Rosa chiede di entrare in convento, ma riceve un rifiuto. Però sa, per il dono della profezia, che lo stesso convento la acclamerà e la accoglierà da morta.
La sfida ai potenti
Dal momento che a quell’epoca la città in cui vive è dominata dal conflitto tra Guelfi e Ghibellini, santa Rosa non esita ad agire, seppur giovane e donna, in modo da operare per la pace.
Si mette a predicare pubblicamente e osa anche sfidare l’imperatore. Con addosso il suo saio da terziaria francescana cammina a piedi per le strade di Viterbo con il crocifisso in mano e invoca la pace.
Nonostante non goda neppure di buona salute e sia fragile e cagionevole va avanti a predicare ed esorta gli abitanti della città a rimanere fedeli al Cristianesimo e predicando la penitenza.
La sua famiglia subisce ripercussioni per questo suo atto. I familiari sono cacciati via e sono costretti a rifugiarsi in montagna. Lei predice la morte dell’imperatore che avviene pochi giorni dopo. Si scaglia in difesa del papa contro l’imperatore Federico II.
Il culto
Santa rosa muore il 6 marzo 1251. Il suo corpo nelle ricognizioni avvenute nel corso del tempo è stato trovato incorrotto ed è venerato nel santuario a lei dedicato a Viterbo. Come aveva previsto, il convento che la rifiutò in vita, accoglie le sue spoglie.
Anche se la morte di santa Rosa si commemora il 6 marzo, le feste più note in suo onore sono quelle di settembre. Viterbo, infatti, la celebra il 4 settembre con il spettacolare trasporto della “Macchina di Santa Rosa” che avviene ogni anno il 3 settembre. la festa si svolge con una torre illuminata alta trenta metri, pesante cinque tonnellate e portata a spalla da cento uomini detti “Facchini”.
È stata proclamata la patrona del Terz’Ordine femminile di San Francesco, della gioventù femminile cattolica italiana e della Gioventù Francescana Gi.Fra.. Inoltre, Santa Rosa da Viterbo è considerata la protettrice anche delle ragazze e dei fiorai.







