Oggi 5 marzo, Sant’Adriano di Cesarea: il martire che diede la vita per i fratelli

Arrestato mentre portava conforto ai fratelli in catene, Sant’Adriano di Cesarea scelse il martirio pur di non tradire la sua fede. La storia del giovane che sfidò l’imperatore Diocleziano.

Sant'Adriano di Cesarea
Sant’Adriano di Cesarea – lalucedimaria.it

La Chiesa ricorda oggi, 5 marzo, la figura di un martire dei primi secoli. Si tratta di sant’Adriano di Cesarea che nel III secolo subì gli effetti della persecuzione dell’imperatore Diocleziano.

Sono pochissime le informazioni su di lui che arrivano fino ai nostri giorni. C’è la testimonianza dello storico e scrittore Eusebio di Cesarea che fornisce alcune notizie.

Santo di oggi 5 marzo: Sant’Adriano di Cesarea, martire dei primi secoli, andava in aiuto degli altri cristiani

La storia di sant’Adriano di Cesarea è segnata evidentemente dalla fede in Cristo e dall’amore per il prossimo. Fede e amore sono state da lui manifestate in modo sommo ed eroico fino al martirio.

Si sa, infatti, che stava compiendo un gesto d’amore, prestare aiuto agli altri cristiani che venivano perseguitati, quando fu scoperto, catturato e imprigionato, prima di fare anche lui la stessa fine nella morte guadagnando la palma di martire.

Si narra che era giunto a Cesarea proprio per fornire il suo sostegno ai cristiani che erano vessati, torturati e uccisi. Fu sorpreso e arrestato insieme a sant’Eubulo. 

Torture e morte in nome di Cristo e dell’amore per il prossimo

Per quel che si sa di come si svolse il suo martirio, sant’Adriano di Cesarea venne identificato mentre visitava i cristiani imprigionati. Così fu arrestato dalle guardie cittadine, che lo imprigionarono. 

La morte non arrivò subito: come era consuetudine del tempo e nell’ambito delle persecuzioni ai cristiani, alla carcerazione seguiva la tortura, quando non vi erano i tentativi di portare i cristiani condannati all’abiura.

Anche sant’adriano, perciò, venne crudelmente frustato e in seguito gli venne data la condanna ad bestias, ovvero fu condannato a morire sbranato dalle belve feroci.

Si trattava ovviamente di una delle pene più atroci, un supplizio orribile che inoltre, calpestava completamente la dignità umana riducendo il corpo a brandelli. La narrazione agiografica però sostiene che si verificò un primo prodigio.

Dopo essere stato attaccato da un leone, sant’ Adriano non morì. Dato che era ancora vivo i carnefici per finirlo lo decapitarono con la spada insieme a Sant’Eubulo.

Il culto

Sant’Adriano e il suo amico sant’Eubulo furono, dunque, scoperti, processati e condannati a morte per aver coraggiosamente professato la fede cristiana e per essersi rifiutati decisamente di compiere atti di idolatria.

Il suo martirio avvenne il 5 (o 7) marzo del 309, durante il sesto anno della persecuzione di Diocleziano, come testimoniato dallo storico Eusebio di Cesarea. La sua morte avviene per ordine del governatore Firmiliano il giorno in cui si celebra la festa della dea Fortuna nel circo.

Viene festeggiato il 5 marzo, spesso in associazione con il martire Sant’EubuloSebbene martirizzato a Cesarea marittima, alcune fonti indicano una sua origine vicino a Rovigo, in Italia, prima di recarsi in Palestina.

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