La Domenica delle Palme, con la commemorazione dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme comincia la Settimana Santa in cui si celebra la Passione del Signore.

La Domenica delle Palme è una solennità considerata come celebrazione mobile, che ogni anno ha una data diversa, in relazione a quella della Pasqua, pertanto quest’anno si celebra oggi, 29 marzo.
Si tratta, infatti, della Domenica che precede la celebrazione della Resurrezione del Signore e commemora l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme avvenuto, appunto, la domenica che precedeva la Pasqua ebraica.
Oggi 29 marzo: Domenica delle Palme, Gesù è accolto trionfalmente a Gerusalemme e comincia il tempo della Passione, morte e Resurrezione
Il Martirologio Romano ricorda che l’evento dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme ha compiuto la profezia di Zaccaria: “il Signore nostro Gesù Cristo, secondo la profezia di Zaccaria, seduto su un puledro d’asina, entrò a Gerusalemme, mentre la folla gli veniva incontro con rami di palma nelle mani“.
A conclusione del lungo percorso quaresimale, di preparazione del cuore alla Pasqua, tempo di conversione e di penitenza, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri e le cinque domeniche, ecco che si arriva al culmine del tempo di Quaresima.
I Vangeli narrano che giunto Gesù con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme, mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e portarli da lui. Come afferma il Vangelo di Matteo (21, 1-11) ciò accadde addinfchè si compisse ciò che era stato annunciato dal profeta Zaccaria (9, 9) “Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma”.
Accoglienza festosa prima del tradimento
Quando Gesù entrò nella città la folla, che era molto numerosa, lo accolse in modo festoso, stendendo a terra mantelli e tanti tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, che crescevano in abbondanza in quel luogo e li agitavano per rendere omaggio gridando a gran voce: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.
Gesù, accolto come il Messia, non cavalcò un cavallo, animale di maggior pregio e simbolo di grandezza e potere, ma adempiendo la profezia di Zaccaria, scelse un’asina, animale umile e servizievole, dimostrando di essere un re privo di quegli elementi di potere mondani e terreni. Non la forza che si impone, ma l’umiltà, la pace e il perdono sono le sue caratteristiche.
L’evento è raccontato da tutti i quattro vangeli canonici: lo si trova in Matteo 21,1-11, in Marco 11,1-11, in Luca 19,28-44 e in Giovanni 12,12-19.
I riti della celebrazione
La liturgia della Domenica delle Palme, si svolge generalmente a partire da un luogo adatto al di fuori della chiesa dove i fedeli vi si radunano e il sacerdote leggendo orazioni ed antifone. Il presbitero procede poi alla benedizione dei rami di ulivo o di palma, che dopo la lettura di un brano evangelico, e subito dopo si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa.
Si prosegue con la celebrazione della Messa. Vi è la lettura della Passione di Gesù, tratta dai Vangeli di Marco, Luca, Matteo, secondo il ciclico calendario liturgico, mentre il testo della Passione di Giovanni è riservato alla celebrazione del Venerdì Santo.
I fedeli portano rami di ulivo o palma benedetti, simbolo di pace, vittoria e del martirio, e si conservano in casa come segno di fede fino all’anno successivo. In questa domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di Quaresima, è vestito di rosso, simbolo della Passione.
La benedizione delle Palme avviene fin dal VII secolo così come la processione relativa. Di questa si hanno testimonianze a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e subito dopo fu introdotta nella liturgia di Siria ed Egitto.
In Occidente, benedizione e processione delle palme entrarono in uso molto più tardi: prima in Gallia tra il VII e VIII secolo e successivamente a Roma dalla fine dell’XI secolo.







