Oggi 23 marzo, Santa Rebecca Ar-Rayyas (Rafqa): la monaca libanese esempio di offerta delle sofferenze

Monaca libanese maronita, santa Rebecca Ar-Rayyas, più nota come santa Rafqa, patì molte sofferenze nella sua vita e tutte le offrì in unione alla Passione di Cristo. 

Santa Rafqa
Santa Rafqa – lalucedimaria.it

Tra i santi del Libano c’è una monaca maronita la cui memoria liturgica è oggi, 23 marzo. Si tratta di santa Rebecca Ar – Rayyas, conosciuta meglio come santa Rafqa, il nome che prese una volta intrapresa la vita religiosa.

Si chiamava Rebecca Boutroussyeh Pietra Choboq Ar-Rayès e nacque a Himlaya, villaggio del Metn settentrionale, il 29 giugno 1832. Educata cristianamente fin dalla prima infanzia, perse la madre quando aveva 7 anni.

Santo di oggi 23 marzo: Santa Rebecca Ar – Rayyas (Rafqa), monaca maronita libanese che offrì a Dio tutti i travagli della sua vita

In seguito  il padre si ritrovò in povertà e la mandò a Damasco a prestare servizio come domestica in una casa. Vi rimase per 4 anni. Al suo ritorno, all’età di 15 anni, trovò che il padre si era risposato. Rebecca era una ragazza bella, sapeva cantare bene, ed era molto devota.

La matrigna voleva darla in moglie a suo fratello, e sua zia voleva che sposasse un cugino. Questo innescò profondi dissidi. Rebecca, voleva invece intraprendere la via della consacrazione religiosa. Allora andò presso il al convento di Nostra Signora della Liberazione a Bikfaya e chiese di entrare.

Fu accettata e non tornò sui suoi passi quando il padre e la matrigna cercarono di farla tornare a casa. Nel 1856 emise i voti religiosi. Qualche anno dopo fu mandata al Seminario di Ghazir e lì si occupò di educare le ragazze che volevano entrare a far parte delle  Mariamât oltre a svolgere lavori di cucina.

In unione alla Passione di Cristo

Nel 1860, Rafqa fu trasferita a Deir al-Qamar e lì insegnava il Catechismo ai giovani. IL LIbano in quel periodo stava attraversando un difficile periodo di guerra e lei vide con i suoi occhi tanti orrori. Salvò anche un bambino nascondendolo sotto il suo mantello.

Tornata a Ghazin fondò una scuola per istruire le ragazze povere. Dopo aver pregato fervidamente un giorno vide in sogno San Giorgio, San Simeone lo Stilita, e Sant’Antonio il Grande, Padre dei monaci, che le dievano: “Entra nell’Ordine delle Monache Libanesi Maronite“.

Fu così che entrò nel monastero di San Simeone al-Qarn a Aïtou e nel 1872, quando fece la professione solenne prese il nome di Rafqa, che era stato il nome di sua madre. Visse il resto della sua vita, 26 anni, tra molte sofferenze.

Nel 1885, nella chiesa del monastero, mentre era in preghiera, domandò al Signore di farla partecipare alla sua Passione redentrice. Da quel giorno stesso iniziò a soffrire. Provava fortissimi dolori alla testa e agli occhi e non vi era cura. Fu operata ma per errore le fu estratto l’occhio sano.

Iniziò per lei unlungo percorso di dolore che viveva “In unione con la Passione di Cristo“, come diceva continuamente.

La forza della fede

Affrontò tutto con la forza della fede e con l’offerta costante di tutte le sofferenze, che via via aumentarono. Prima divenne cieca, poi anche paralitica. Aveva forti dolori, il femore destro si era dislocato e spostato; lo stesso anche il femore dell’altra gamba; la clavicola si era dislocata e conficcata nel collo.

Conservava in buono stato le mani che le consentivano di lavorare a maglia. Per questo ringraziava il Signore, di averle lasciato la possibilità di fare qualcosa.  Morì in odore di santità il 23 marzo 1914, dopo una vita trascorsa in  preghiera secondo uno stile ascetico, portando la Croce in un totale affidamento all’intercessione di Maria, Madre di Dio, e di San Giuseppe. Fu sepolta nel cimitero del monastero.

Nel 1927 la sua tomba fu trasferita ed ebbe inizio il suo processo di canonizzazione. Fu beatificata nel 1985 e la sua santità fu riconosciuta nel 2001, ma già l’anno precedente san Giovanni Paolo II l’aveva dichiarata esempio da imitare per la sua grande devozione al Santissimo Sacramento durante l’anno del Giubileo del 2000.