In questo 16 marzo riscopriamo la figura di Sant’Eriberto: l’uomo di fiducia dell’Imperatore che non dimenticò mai gli ultimi. Un esempio di fede capace di smuovere il cielo e portare sollievo a un popolo stremato.

Si ricorda oggi, 16 marzo, sant’Eriberto di Colonia, vescovo, vissuto sul finire del I secolo. Oltre alla sua carica episcopale ricoprì anche il ruolo politico di cancelliere dell’imperatore in modo cristiano e virtuoso.
Sant’Eriberto di Colonia fu vescovo e cancelliere dell’imperatore. Oltre ad esser stato un politico virtuoso con la sua preghiera di intercessione bloccò una siccità.
Nacque intorno al 970 a Worms, in Germania, ed ebbe modo di studiare presso l’abbazia di Gorze e anche nella cattedrale della sua città natale divenendo ben presto prevosto.
Santo di oggi 16 marzo: Sant’Eriberto di Colonia, il vescovo e politico dall’ardente predicazione
Apparteneva ad una nobile famiglia e per questo ebbe dimestichezza con l’ambiente politico e si trovò ad intraprendere facilmente una carriera in quell’ambito. Nonostante avesse voluto intraprendere la strada del sacerdozio, prima ancora di essere ordinato presbitero divenne cancelliere dell’imperatore Ottone III.
Era ancora giovane, a 25 anni e doveva occuparsi specificatamente degli affati italiani. Nel 995 ricevette il sacramento dell’Ordine e solo 4 anni dopo diventò arcivescovo di Colonia per acclamazione. Quando venne nominato si trovava in Italia insieme all’imperatore.
Il Martirologio Romano specifica che fu “eletto contro il suo volere alla sede episcopale“, il che fa comprendere che non volesse accettare questo importante compito, almeno in un primo momento. Comunque accettò e svolse brillantemente il ruolo e divenne eccelso nella predicazione.
Il miracolo: salva la popolazione dalla siccità
Sant’Eriberto fu vicino all’imperatore fino alla morte di lui quando questi si ammalò seppure in giovane età. Lo assistette nell’agonia e lo accompagnò dopo la morte nel lungo viaggio verso la Germania con l’esercito imperiale a seguito, che dovette anche usare le armi lungo il tragfitto a causa di diversi attacchi.
Da quel momento in poi si dedicò esclusivamente alla sua attività episcopale occupandosi dei poveri e dei bisognosi e accendendo gli animi con la sua ardente predicazione.
Oltre ad essere un uomo di azione era certamente anche un uomo di preghiera e infatti alla sua potente intercessione gli vennero attribuiti vari miracoli quando era ancora in vita. Il più famoso riguarda la pioggia che arrivò a salvare la popolazione da una siccità che incombeva ormai da troppo tempo.
Per questo miracolo per secoli sant’Eriberto fu invocato e richiesta la sua intercessione proprio per avere il dono della pioggia nei periodi in cui la siccità si presentava come un problema ingente e distruttivo.
Il culto
Il Santo dopo la morte che avvenne all’incirca il 16 marzo del 1021/1022 a Colonia, fu sepolto nella chiesa del monastero che lui stesso aveva fondato a Deutz, che si trova nell’attuale area urbana di Colonia.
Le sue reliquie sono conservate nella chiesa abbaziale a Deutz in un reliquiario d’oro, che ora è conservato nella chiesa parrocchiale di Neu-St.Heribert a Köln – Deutz.
Per quanto riguarda il processo canonico di canonizzazione, non esiste un atto ufficiale che attesti che ci sia stato. Ma il culto nei suoi confronti fu vivo fin da subito dopo la sua morte e si protrasse nei secoli a venire perdurando, quindi, nel tempo.
Rientra comunque a tutti gli effetti all’interno del Martirologio Romano che lo elogia ricordando che “illuminò incessantemente il clero e il popolo con l’esempio delle sue virtù, alle quali esortava nella predicazione“.







