Santa Luisa de Marillac fu prima una donna sposata, poi una religiosa. Collaborò con san Vincenzo de’ Paoli portando a compimento la sua attività caritativa.
“Non abbiate occhi e cuore che per i poveri” erano le parole di santa Luisa de Marillac, che si commemora oggi 15 marzo. La carità fu al centro della sua attività e portò a compimento l’opera già iniziata da san Vincenzo de’ Paoli di cui fu collaboratrice.
Santa Luisa de Marillac nacque nel 1591 a Ferrières, in Francia, in una famiglia nobile. Suo padre era consigliere al Parlamento. Non conobbe mai la sua vera madre. Il padre si risposò e lei a 4 anni venne affidata alle Suore domenicane del Convento di Poissy.
Santo di oggi 15 marzo: Santa Luisa de Marillac, sposa e poi suora, operò la carità insieme a san Vincenzo de’ Paoli
Da giovane voleva intraprendere la vita religiosa, ma le fu impedito a causa delle sue condizioni di salute spesso cagionevoli. Fu indirizzata al matrimonio e fatta sposare con Antonio Le Gras, segretario della famiglia de’ Medici.
Si sposò nel 1613 e poco tempo dopo ebbe il figlio Michele. La vita matrimoniale le stava stretta perché la sua vera vocazione era quella religiosa. Soffriva, ma nonostante ciò si impegnava ad essere una buona moglie ed una buona madre.
Anche quando il marito si ammalò lei si dedicò a curarlo amorevolmente e con spirito di sacrificio. Il giorno di Pentecoste del 1623, mentre era raccolta in preghiera, ebbe un’ illuminazione. Scrisse poi: “Compresi che sarebbe venuto un tempo in cui sarei stata nella condizione di fare i tre voti di povertà, castità e obbedienza. Compresi che doveva essere in un luogo per soccorrere il prossimo”.
Incontro ai bisogni dei poveri
Successivamnte conobbe san Vincenzo de’ Paoli e con lui intraprese un’attività di apostolato volta soprattutto al servizio degli ultimi, degli esclusi e degli emarginati.
Il santo sacerdote aveva infatti organizzato a Parigi e nei villaggi adiacenti le “Confraternite della Carità” che coinvolgevano giovani donne desiderose di prestare aiuto nel volontariato. Luisa si unì a loro e, dopo la morte del marito, avvenuta nel 1626, si dedicò completamente a queste attività.
Nel 1633 nacquero le le “Figlie della Carità”. Sono monache che però non vivevano in monastero e che, come diceva san Vincenzo de’ Paoli, “hanno per monastero le case dei malati, per cella una stanza d’affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della città”.
All’insegna di un servizio, umile e compassionevole, con un cuore generoso e misericordioso, Luisa di donò totalmente a questa missione. Con la gerla in spalla piena di viveri, abiti e medicinali, lei e le altre donne andavano per le strade di Parigi e nelle periferie.
Operavano dove c’era più bisogno: negli ospedali, nelle carceri, sui campi di battaglia e nelle scuole. Oltre a fornire aiuto e sostegno materiale donano quello spirituale facendo conoscere Dio e il suo amore. Portò così a compimento ciò che aveva ideato san Vincenzo de’ Paoli.
Azione rivoluzionaria ed efficace
L’opera delle Figlie della Carità era rivoluzionaria per l’epoca, perchè non esistevano suore che non stessero nei conventi. Fu quindi un’attività innovativa e che produsse grandi risultati.
La santa morì il 15 marzo 1660 e il suo corpo riposa nella cappella della Casa Madre delle “Figlie della Carità” a Parigi. Nella Basilica di San Pietro a Roma c’è una statua in suo onore.
la sua opera ebbe una diffusione enorme. Attualmente la Compagnia delle “Figlie della Carità” conta circa 3 mila Case ed oltre 27 mila Suore in tutti e cinque i continenti. Venne beatificatanel 1920 e canonizzata nel 1934. Papa san Giovanni XXIII nel 1960 la proclamò “Patrona delle opere sociali”.








