Oggi 11 marzo, San Costantino: da uomo scellerato a re martire

Oggi la Chiesa celebra San Costantino, il sovrano scozzese che scelse di lasciare una vita vissuta in modo scellerato per farsi umile servitore di Cristo. Una storia di conversione radicale che ci ricorda che non è mai troppo tardi per ricominciare.

San Costantino
San Costantino – lalucedimaria.it

L’11 marzo si ricorda san Costantino, re e martire. Non è da confondere con Costantino l’imperatore, come spesso avviene. Lui visse nelk VI secolo e fu regnante di Cornovaglia.

La sua vita si articola in una prima parte in cui vive in modo definito da lui stesso “scellerato“, commettendo gravi peccati. Ma poi avvviene una conversione profonda e radicale che lo porta ad abbracciare completamente la fede in Cristo e a morire per essa.

Santo di oggi 11 marzo: San Costantino, re e martire, convertito dopo una vita scellerata

Si sa, quindi, che la prima parte della vita di san Costantino è stata vissuta da lui nella dissolutezza. Aveva commesso peccati molto gravi, come sacrilegi e omicidi. Le maggiori informazioni che si hanno di lui giungono da Gildas, che lo definiva come “cucciolo tirannico dell’impura leonessa di Damonia”, in riferimento alla  la regione sud-occidentale dell’Inghilterra in cui viveva.

San Costantino era nato intorno al 520, e aveva preso il trono nel 537 dopo la morte di suo padre Cado. Oltre ad esser stato un sacrilego e pluriassassino dei suoi nemici politici aveva anche ripudiato la moglie, che era la figlia del sovrano bretone Armoricana e aveva commesso molti adulteri.

Si narra che per uccidere i suoi avversari si era travestito da abate pur di trarli in inganno e li aveva uccisi in chiesa ai piedi dell’altare. Grazie ad un incontro con San Petroc, però, ad un certo punto della sua vita avviene una svolta: la conversione.

Regnante fedele a Cristo fino al martirio

Dopo essersi completamnte convertito rimane vedovo della nuova giovane moglie e decide di abdicare in   favore del figlio Bledric per dedicarsi totalmente alla vita religiosa.

Così, si occupa di fondare chiese, a svolgere pellegrinaggi penitenziali e a far vita da monaco in Irlanda, in un rigoroso stile ascetico. Studia le Sacre Scritture e poi diventa anche sacerdote. In seguito si ritira in eremitaggio a Costyneston (Cosmeston), nei pressi di Cardiff.

Si racconta che diventa anche discepolo di San Columba di Iona e di San Kentingern. Inoltre fonda il  il monastero di Govan, di cui diventa il  primo abate. Si dedica attivamente all’evangelizzazione dei Pitti, una  popolazione indigena dell’odierna Scozia.

La morte violenta

Considerato, dunque, l’apostolo della Scozia, è proprio in quella terra che diviene martire. Mentre stava predicando nelle piazze a Kintyre, infatti, il 9 maggio 576 viene ucciso da alcuni pagani fanatici, molto probabilmente presso le rovine di un’antica chiesa a Kilchouslan.

I suoi resti mortali sono stati presi dai suoi discepoli e portati a Govon nella chiesa che poi gli è stata intitolata. Anche se il Martirologio Romano ha fissato la sua memoria liturgica all’11 marzo la festa di San Costantino è celebrata il 9 marzo in Galles e Cornovaglia, l’11 marzo in Scozia ed il 18 marzo in Irlanda.

San Costantino re di Cornovaglia è considerato un difensore della fede che ha sacrificato tutto per i suoi ideali religiosi ed è stato ucciso proprio in odio alla fede.

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