Giovane mistica di grande bellezza, Santa Gemma Galgani ha contemplato particolarmente la Passione di Gesù vivendola su di sé nel corso della sua breve vita.

L’11 aprile ricorre la memoria liturgica di santa Gemma Galgani, nota come la “santa di Lucca” o la “figlia della Passione“. La sua esistenza è stata breve e costellata da molte sofferenze, tutta vissuta anche nella contemplazione della Passione del Signore.
Mistica depositaria di grandi doni soprannaturali, ha patito sul suo corpo i segni delle stimmate accettando il dolore con amore e dedizione e offrendolo per la conversione dei peccatori.
Santo di oggi 11 aprile: Santa Gemma Galgani, la vita di una giovane mistica tra sofferenze vissute per amore di Dio
Gemma Galgani nasce il 12 marzo 1878 a Borgonuovo di Camigliano in provincia di Lucca. Il primo grande dolore arriva per lei a 8 anni quando muore la mamma. Alcuni anni dopo muore anche il fratello, seminarista.
Vive molto presto fenomeni mistici e nel 1895 riceve l’ispirazione a seguire la via della croce, che accetta di fare con ferma decisione e impegno. Ha alcune visioni del suo angelo custode che le ricorda che i gioielli di una sposa del crocifisso sono la croce e le spine.
Quando nel 1897 muore anche il padre, a causa delle difficoltose condizioni economiche è costretta a trasferirsi presso una zia.
L’affidamento ai Santi e la forza di affrontare il dolore
Colpita da una grave forma di meningite e semiparalizzata, guarì nel 1899 dopo aver invocato santa Margherita Maria Alacoque e aver conosciuto la spiritualità di San Gabriele dell’Addolorata.
Ad aggravare la situazione, il 28 gennaio si manifesta anche un’otite purulenta con partecipazione della mastoide ed è confortata dallee visioni di san Gabriele del suo angelo custode. Al tempo stesso, però, riceve delle tentazioni dal demonio, e le affronta sempre con l’aiuto di san Gabriele, che le fa da guida spirituale.
I medici la davano per spacciata, ma dopo aver terminato una novena in onore di santa Margherita Maria Alacoque e aver ricevuto l’Eucarestia, avviene la guarigione miracolosa dai suoi mali.
In una visione san Gabriele le indica il Calvario come meta finale. Successivamente vivrà i dolori della Passione di Cristo sul suo corpo e riceverà periodicamente, ogni settimana, dal giovedì al venerdì, il dono delle stimmate. I parenti sono increduli e guardano a questi fenomeni con scetticismo. Sono tante le incomprensioni che Gemma subisce, viene derisa e schernita.
La spiritualità passionista
Poi, conosce i Passionisti impegnati nella missione popolare in Cattedrale e andrà ad abitare nella casa della famiglia Giannini. Sebbene desiderasse ardentemente diventare una monaca passionista, la salute cagionevole glielo impedisce. Tuttavia, segue profondamente la spiritualità passionista ed è considerata parte della congregazione.
Vive altre malattie, altri lutti di familiari e altre tentazioni del demonio. Sperimenta anche la notte della fede sentendosi abbandonata da Dio.
Ma supera tutto con un profondo amore per Gesù e una fede che nonostante tutto non crolla mai, ma si mantiene sempre salda purificandola e facendole raggiungere le più alte vette della santità. Muore l’11 aprile 1903, un Sabato Santo, all’età di 25 anni.
Canonizzata da papa Pio XII il 2 maggio 1940, il Martirologio Romano la ricorda l’11 aprile, mentre la Famiglia Passionista e la diocesi di Lucca celebrano la sua memoria liturgica il 16 maggio. È considerata patrona degli studenti, dei farmacisti, dei paracadutisti e degli infermi. È venerata per la sua purezza, la sua vita nascosta e la sua straordinaria unione mistica con Dio.







