Oggi 10 aprile, Santa Maddalena di Canossa: nobildonna, lascia la ricchezza per servire Cristo

Nobildonna, santa Maddalena di Canossa, ha lasciato la vita agiata per dedicarsi alla cura dei poveri nelle periferie della sua città in nome dell’amore per Cristo. 

Santa Maddalena di Canossa
Santa Maddalena di Canossa – lalucedimaria.it

La Chiesa ricorda, oggi 10 aprile, santa Maddalena di Canossa, nobildonna di Verona che nel XVIII secolo scelse di abbandonare la vita agiata e le ricchezze per mettersi al servizio dei bisognosi che vivevano nelle periferie.

Fondatrice di due istituti religiosi, si occupò anche di promuovere la formazione cristiana dei giovani intraprendendo un’opera importante e coraggiosa per la sua epoca.

Santo di oggi 10 aprile: Santa Maddalena di Canossa, rinuncia agli agi nobiliari per servire i poveri

Apparteneva ad una delle più illustri famiglie nobiliari della sua epoca. Era nata a Verona nel 1744 e pur negli agi ebbe un’infanzia ed un’adolescenza con molte difficoltà. Perse il padre a 5 anni. La madre si risposò e la abbandonò alle cure di una fredda istitutrice.

Cresbbe pertanto senza amore e a 17 anni, avvertendo la vocazione alla vita religiosa volle entrare nei monasteri carmelitani, prima di Trento e poi a Conegliano Veneto, in provincia diTreviso incontrando l’ostilità dei parenti.

Scoprì però che la vita da monaca non faceva per lei. Perciò tornò nel suo palazzo e ne divenne l’amministratrice rivelando di avere grandi qualità in questo. Si dedicava al tempo stesso alla cura dei malati e all’insegnamento del catechismo ai bambini poveri.

L'”angelo di Verona” che aiuta tutti

A Verona veniva soprannominata l'”angelo” per la sua grande carità che elargiva verso tutti. Un giorno fece un sogno premonitore che le mostrava ciò che in realtà si sarebbe verificato in seguito. Vide sei ragazze in coppie di due che indossavano uno scialle e una cuffia neri e ogni coppia svolgeva un compito: chi si dedicava all’educazione religiosa, chi alla formazione scolastica e chi all’assistenza ospedaliera.

Poi avvenne un evento. Era il 1801 quando due ragazze povere e smarrite bussarono alla sua porta in cerca di aiuto. Maddalena comprende che doveva mettere in atto ciò che aveva visto in sogno tempo prima. Così trasformò il suo castello in un luogo che ospitava ragazze povere e provvedeva alla loro istruzione e formazione religiosa.

Nel 1808 ottenne da Napoleone l’ex convento delle Agostiniane veronesi, e lì diede inizio all’istituto delle  Figlie della Carità: l’intento di queste suore era quindi principalmente l’educazione delle persone bisognose.

Superando le resistenze della famiglia  si trasferì in modo definitivo insieme ad alcune compagne nel monastero dei SS. Giuseppe e Fidenzio concessole dalla Prefettura e nel rione San Zeno, zone che all’epoca erano considerate periferie della città. Si dedicava alla cura delle ragazze povere e abbandonate e a visitare i malati negli ospedali.

Nel 1812 scrisse la regola e si trasferì a Venezia dove due nobili l’avevano esortata a donare anche lì un’altra casa d’istruzione per ragazze.

Un’opera in espansione

Fondò, dunque, i due Istituti dei Figli e delle Figlie della Carità. Papa Pio VII le concesse l’approvazione e da lì furono fondate altre nuove sedi e scuole, da venezia a Milano, a Bergamo e a Trento e poi a Brescia e a Cremona. Morì il 10 aprile 1835 a Verona proprio mentre si stava occupando di aprire le sedi in queste ultime due città lombarde.

Le persone del suo tempo la definivano “beneficientissima fino alla prodigalità“. Anche dopo la sua morte la sua opera proseguì ad espandersi. Alla fine del XX secolo furono oltre 2.600 le religiose, chiamate “canossiane”, che operavano in varie parti del mondo. La canonizzazione arrivò nel 1988 con la proclamazione fatta da san Giovanni Paolo II.