Oggi 1 marzo, Sant’Albino di Angers: si scagliò con forza contro la superbia dei potenti

Monaco e vescovo, sant’Albino di Angers visse nel VI secolo e operò per il rinnovamento della Chiesa contrastando la superbia dei potenti. 

Sant'Albino di Angers
Sant’Albino di Angers – lalucedimaria.it

Il mese di marzo, oggi giorno 1, inizia con la commemorazione di sant’Albino di Angers. Nella Gallia del VI secolo questo santo si distinse per il suo amore per la Chiesa che lo portò ad operare per una ristabilizzazione della moralità, un rinnovamento profondo dei costumi senza timore di scagliarsi contro i potenti.

Nacque a Vannes, in Bretagna, all’incirca nel 470 da una nobile e ricca famiglia gallo-romana. Si fece monaco e in seguito divenne abate e svolse questo ruolo per 25 anni presso Tincillac.

Santo di oggi 1 marzo: Sant’Albino di Angers, volle ristabilire i buoni costumi anche contro la superbia dei potenti

Nel 529, questo abate che era così tanto apprezzato e amato per le sue elevate qualità umane e cristiane divenne vescovo per acclamazione popolare, come era consuetudine a quell’epoca.

Svolse il suo ministero episcopale ad Angers. Come vescovo si impegnò con tenacia per ristabilire l’ordine e operare una riforma morale nella sua diocesi che versava in uno stato di corruzione. In particolare tra i potenti del luogo erano in uso anche i matrimoni incestuosi. 

Sant’Albino si scagliò con forza contro questa pratica e ne affermò la gravità. Non ebbe alcuna esitazione a mettersi contro i potenti e la loro superbia. Prese parte ai Concili di Orleans che ebbero luogo nel 538 e nel 541 e si adoperò per agire in favore di un rinnovamento interiore della Chiesa locale.

La compassione verso i sofferenti

Ci sono dei racconti, che anche se sono in parte leggendari, mostrano le qualità di questo Santo, la forte compassione che provava verso le persone in difficoltà, coloro che soffrivano per svariari motivi.

Si racconta che si prodigava con grande benevolenza ad aiutare tutti, anche economicamente, utilizzando le risorse finanziarie a sua disposizione. Lo fece per liberare coloro che erano stati presi in ostaggio dai pirati.

Non esitò a scontrarsi con il re Chiliberto nel tentativo di liberare una donna che era stata imprigionata ingiustamente. Secondo il racconto leggendario quando Albino si recò in prigione, la guardia carceraria che cercò di opporsi al suo tentativo di liberazione cadde improvvisamente morto ai suoi piedi. Così, venutolo a sapere, il re rimase colpito dall’evento e decise di liberare la donna.

Stando ad un’ altra narrazione leggendaria, sant’Albino si mise a pregare insistentemente per una notte intera chiedendo la liberazione di alcuni uomini che erano stati imprigionati nella Torre di Angers. Una grande pietra sarebbe crollata dal muro e avrebbe permesso a questi prigionieri di fuggire.

Il culto

Morì nel 550 e fu sepolto nella chiesa di Saint-Pierre a Angers. Alcuni anni dopo gli venne dedicata una chiesa e i suoi resti mortali furono traslati nella cripta. Il culto a sant’Albino si diffuse in tutta Europa, come attesta san Gregorio di Tours.

Gli furono dedicate diverse chiese ed è in particolare in Polonia che si propagò la sua venerazione. Diventò il santo che veniva invocato contro gli attacchi dei pirati. È considerato anche il difensore delle persone povere e di quelle prigioniere.

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