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Santi

Santo di oggi 2 settembre, Sant’Elpidio: marchigiano di origine, il suo nome evoca la speranza

Oggi 2 settembre si commemora Sant’Elpidio, eremita del IV secolo molto venerato nelle Marche dove gli sono dedicati due comuni. 

Sono poche le notizie che arrivano ai nostri giorni su Sant’Elpidio, il santo la cui memoria liturgica è oggi 2 settembre. Della sua vita si sa poco, se non informazioni per lo più incerte, ma quel che è certo è il culto che si è sviluppato verso la sua figura nelle Marche.

Il nome Elpidio ha un significato molto bello: deriva dal greco Elpidios (da elpis, “speranza”) e può essere tradotto come “pieno di speranza”.

Secondo le fonti più accreditate Sant’Elpidio era originario della Cappadocia, dove nacque nel IV secolo. Era un monaco eremita, abate probabilmente. Da lì si spostò, non si sa per quale preciso motivo, in Italia.

Santo di oggi 2 settembre: Elpidio abate

Giunse nelle Marche dove si stabilì e visse fino alla sua morte. Pietro da Natalibusa narra che Elpidio fosse un eremita proveniente da Gerico. Arrivato successivamente in Italia lì sarebbe morto.

Ci sono altre fonti però, che lo ritengono originario della Cappadocia. Altri ancora lo lo identificano come diacono di San Basilio, il quale fu ricordato nella vita di S. Carotone.

Intorno all’XII secolo è stata redatta una Vita di Sant’Elpidio poi scovata all’interno di un leggendario della Biblioteca Capitolare di Spoleto. Non si tratta di fonti certamente attendibili, ma questo non è bastato a fermare la venerazione verso il santo che si è comunque ampiamente diffusa.

Avendo vissuto probabilmente nei pressi di Ascoli Piceno è in quella zona che il culto è più forte. Ci sono infatti due località che portano il suo nome. Si tratta di Sant’Elpidio a mare e di Porto Sant’Elpidio.

Lo scrittore Palladio, parla di Sant’Elpidio nella sua Storia Lausiaca. Lo descrive come un eremita che prima di giungere in Italia aveva vissuto per molti anni in una spelonca presso Gerico.

Lo loda e lo elogia per le sue tante qualità. Sant’Elpidio è rappresentato come un asceta che scelse di stare lontano dalla società e dalla compagnia degli uomini, quindi dal vivere comune e preferì la vita in totale raccoglimento e solitudine.

Lo stile spirituale ascetico

Si considera che nell’epoca in visse Sant’Elpidio, e quindi nel IV secolo, si stava affermando una nuova forma di monachesimo, il cosiddetto “cenobitismo”. L’iniziatore di questo stile di vita comunitario era San Pacomio. Fu lui a fondare i primi conventi di uomini e donne nella Tebaide, presso il Nilo.

In ognuna di queste strutture c’era un abate messo a capo come guida. Il suo compito era quello di fare osservare la regola comune, che comprendeva il voto di castità, il lavoro, il digiuno e la preghiera.

Lo stile ascetico che Sant’Elpidio aveva scelto di abbracciare e che mantennea anche una volta diventato abate,  lo portava a prendere cibo solo il sabato e la domenica. Durante la notte si alzava per pregare e per cantare i Salmi.

Si racconta che una notte si trovava in compagnia di Palladio e degli altri anacoreti quando venne punto da uno scorpione proprio mentre stava salmodiando. L’animale gli provocò dolore, ma non volle interrompere il canto a Dio e lo proseguì rimanendo fermo e dritto e sopportando interiormente la sofferenza.

Le reliquie di Sant’Elpidio, che non si sa esattamente come e quando morì, si trovavano fin dal primo millennio nelle Marche. Tutt’oggi sobno custodite in un sarcofago romano di marmo pario, che risale al IV secolo, nella chiesa a lui dedicata nel comune di Sant’Elpidio a Mare.

Preghiera a Sant’Elpidio

O glorioso Sant’Elpidio,

ci onoriamo del vostro augusto nome,

quanto dobbiamo arrossire nel vederci tanto lontani

nell’imitazione della vostra santa vita.

Sì, o caro Santo,

che di tutte le virtù foste splendido esempio

otteneteci dal Signore la grazia

di essere veramente vostri fedeli discepoli

e di condurre una vita simile alla vostra,

sinceramente cristiana.

Risplenda in noi una fede viva e pratica,

siano infiammati i nostri cuori di grande amore di Dio

e di generosità verso il nostro prossimo.

Fioriscano le più belle virtù fra i nostri piccoli,

fra la nostra gioventù e fra tutti i lavoratori.

Anche se siamo indegni,

continuate su tutti noi la vostra protezione,

così che possiamo un giorno essere partecipi

con voi della stessa gloria nel santo Paradiso.

Amen

Romana Cordova

Laureata in Lettere moderne e specializzata come docente di lingua italiana a stranieri amo scrivere e occuparmi di lifestyle con particolare riferimento all'ambito della gastronomia. Sono autrice di un libro di cucina e tradizioni cattoliche, tema che per diversi anni ho approfondito anche in una trasmissione radiofonica.

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Romana Cordova

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