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San Felice da Cantalice, il Santo di oggi 18 maggio: il Santo dei fanciulli

San Felice da Cantalice visse nel XVI secolo. Vestì l’abito dei frati cappuccini nel 1543, seguendo la sua vocazione spirituale.

San Felice da Cantalice (photo websource)

San Felice espresse gran parte della sua religiosità nel misticismo, il quale lo portava a dormire pochissime ore durante la notte, impiegandosi invece nella preghiera.

Il Santo nacque a Cantalice (Rieti) nel 1515 circa. Sin da giovanissimo lavorò come pastore e contadino al servizio della famiglia Picchi, nei pressi di Cittaducale. Ma la sua vocazione era rivolta alla vita religiosa, cosicché, il desiderio di farsi frate, lo portò a chiedere l’ammissione all’Ordine dei frati minori Cappuccini. Vestì dunque l’abito alla fine del 1543 e compì il noviziato nel convento di Anticoli di Campagna (oggi Fiuggi).

Gli spostamenti di San Felice

A seguito del noviziato, Felice emise la professione dei voti nel convento di San Giovanni Campano, era il 1545. Da questo momento iniziarono per lui una serie di viaggi, che lo videro sostare, tra il 1545 e il 1547, nei conventi di Anticoli (luogo del noviziato), poi in quello di Monte San Giovanni, in quello di Tivoli e infine nel convento della Palanzana (presso Viterbo).

L’attività di questuante

Nel 1548 si trasferì a Roma, nel convento di San Bonaventura, dove visse per quarantanni. A Roma il Santo si dedicò all’attività di questuante, ottenendo beni per i suoi confratelli. Fino al 1572 fu questuante di pane, poi successivamente di vino e olio, raccogliendoli per il bene della comunità e dei poveri.

Culto

San Felice da Cantalice morì a Roma, il 18 maggio del 1587. Fu amico di San Filippo Neri e di Papa Sisto V, il quale fece istituire subito dopo la morte il processo di canonizzazione. Papa Urbano VIII lo rese beato nel 1625. Divenne Santo il 22 maggio del 1712, con Papa Clemente XI. Operò in vita diverse guarigioni, soprattutto a fanciulli, tanto da ricevere la nomina di Santo dei Fanciulli.

Il miracolo dopo la morte

San Felice rifiutò durante tutta la sua vita di indossare calzari, questo gli provocò diverse ferite e ulcere ai suoi piedi. Dopo la sua morte i suoi piedi tornarono miracolosamente integri, senza alcuna cicatrice o segno. Il suo corpo fu trasportato nel 1631 nella Chiesa dell’Immacolata Concezione a via Veneto, a Roma. La Chiesa lo festeggia il 18 maggio.

Fabio Amicosante

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