Santa Giuliana di Nicomedia è una giovane martire del IV secolo, mandata al martirio dal fidanzato che non voleva accogliere la fede cattolica.

Ricorre oggi, 16 febbraio, la memoria liturgica di una giovane martire dei primi secoli del cristianesimo. È santa Giuliana di Nicomedia, martirizzata agli inizi del IV secolo sotto la persecuzione dell’imperatore Massimiano.
Si sa poco di lei, ma certamente che era una giovane donna cristiana. Era nata intorno al 285 a Nicomedia, in Turchia. Tutti erano pagani attorno a lei, anche la sua famiglia. Lei era l’unica ad essersi convertita. Non si sa in che modo venne a contatto con la comunità cristiana del luogo, ma fatto sta che fu toccata dalla fede e la abbracciò pienamente.
Santo di oggi 16 febbraio: Santa Giuliana da Nicomedia, martire per opera del fidanzato pagano
Il padre di Giuliana era un pagano osservante che sacrificava agli idoli e quando lei aveva 9 anni la promise in sposa al prefetto della città che si chiamava Eleusio. Fecero un accordo secondo cui il matrimonio sarebbe avvenuto al compimento dei 18 anni della ragazza.
Nel frattempo però la ragazza si era convertita al cristianesimo e quindi Gesù Cristo adesso era al centro della sua vita. Non avrebbe potuto vivere con un pagano perciò pose come condizione per il matrimonio che il futuro sposo si convertisse.
Eleusio rifiutò tale proposta e si irritò fortemente. Così, al suo rifiuto di contrarre matrimonio decise di vendicarsi aspramente. La denunciò in quanto cristiana così che Giuliana fu catturata e imprigionata. Sottoposta a torture, come si usava al tempo, fu indotta all’abiura, a cui resistette tenacemente.
Il martirio per la fede e il coraggio di una ragazza
Con evidente coraggio, quello che viene dalla fede nella certezza di un amore più grande di tutto, quello di Dio Creatore e Padre, la giovane Giuliana andò incontro al martirio. Fu condannata a morte e la attese la decapitazione.
Era intonro al 305. L’iconografia la rappresenta spesso insieme ad un diavolo che la tormenta, ma non mancano le raffigurazioni delle torture da lei subite in vita, come l’essere appesa per i capelli o tormentata con il fuoco.
La memoria di santa Giuliana era già inserita nel Martirologio geronimiano, redatto da un autore anonimo del V secolo e così chiamato perché originariamente attribuito a san Girolamo.
I sinassari bizantini la commemorano al 21 dicembre con una notizia che è un riassunto di una Passio ancora inedita. Nel Martirologio Geronimiano si ritrova la sua memoria al 13 e al 16 febbraio.
Secondo quanto riferisce la tradizione una donna nobile dopo la sua morte si occupò di trasportare le sue spoglie in Italia. La santa fu sepolta a Cuma e le sue reliquie in seguito furono sparse in altri luoghi della cristianità, divenendo oggetto di venerazione. Il suo culto fu particolarmente popolare durante il periodo del Medioevo, soprattutto in Campania e anche nei Paesi Bassi.







